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Qui Washington, si valuta lo stato mentale dello zar

Blinken evoca l'uscita di Mosca dal consiglio dei diritti dell'uomo

Ora il focus dell'amministrazione Biden e' valutare anche lo stato mentale di Vladimir Putin per ponderare le prossime mosse. Per l'intelligence americana e' diventata una priorita', dopo che vari esperti hanno notato come il comportamento del presidente russo sia diventato di recente "sempre più imprevedibile, erratico e irrazionale".

Il problema di fondo e' la difficolta' di ottenere informazioni di prima mano da un ambiente impenetrabile come il Cremlino e capire se si tratta di una instabilità reale o di una strategia per aumentare l'imprevedibilità e quindi il margine di manovra. Il tema e' stato affrontato anche nel briefing degli 007 ai parlamentari americani. L'ex capo della National intelligence James Clapper ha già detto in pubblico quello che alcuni dirigenti americani dicono in privato: "Personalmente penso sia instabile, sono preoccupato per la sua lucidità mentale e il suo equilibrio".

    Idem l'ex ambasciatore Usa a Mosca Michael McFaul, secondo cui Putin sembra "completamente disconnesso dalla realtà". Un cambiamento sul quale potrebbe aver inciso anche il lungo isolamento, quasi paranoico, dello zar durante la pandemia. Nel frattempo Joe Biden sta limando il suo discorso sullo stato dell'Unione davanti al Congresso, che sarà dominato dalla crisi in corso e dal successo della sua amministrazione nel riunire le democrazie occidentali contro la Russia. Gli Usa continuano nella loro offensiva per isolare Mosca ovunque. Il segretario di stato Antony Blinken ha evocato l'esclusione della Russia dal consiglio dei diritti dell'uomo e ammonito che se Putin vince la guerra la crisi umanitaria e dei diritti si aggraverà.

L'assemblea generale dell'Onu invece continua a discutere la mozione di condanna di Mosca, che probabilmente sarà votata domani. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha lanciato intanto due appelli di emergenza coordinati per le persone sfollate in Ucraina e nella regione. Il primo piano "richiede 1,1 miliardi di dollari per soddisfare le crescenti esigenze umanitarie di oltre 6 milioni di persone sfollate e colpite dalle operazioni militari nei prossimi tre mesi", il secondo invece "chiede 551 milioni di dollari per aiutare gli ucraini fuggiti oltre confine, principalmente in Polonia, Ungheria, Romania e Moldavia".

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