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Pechino in allerta per Omicron in vista delle Olimpiadi. Oms: 'Atri tre mesi difficili ma possiamo vederne la fine'

A Tianjin fatti i test a 14 milioni di persone, 76.000 in quarantena. Nel Regno Unito si pensa a ridurre l'isolamento da 7 a 5 giorni. Francia: 'Il super green pass non sarà permanente'

CINA

I funzionari di Pechino sono in allerta a poche settimane dall'inizio delle Olimpiadi invernali a causa del primo focolaio locale con due casi accertati della variante Omicron in Cina segnalati ieri nella vicina Tianjin e altri due contagi collegati e annunciati oggi ad Anyang, nell'Henan. Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino ha consigliato ai residenti della capitale di non visitare Tianjin e a quelli di quest'ultima di evitare di recarsi a Pechino, chiedendo ai pendolari tra le due città di lavorare da casa. Da ieri sera, i biglietti dei treni tra le due città non erano più acquistabili online. Il Centro ha anche ordinato alle persone arrivate a Pechino da Tianjin dal 23 dicembre di presentarsi alle comunità residenziali, ai datori di lavoro o agli hotel per il monitoraggio sanitario e i test Covid. Per quanti arrivati da aree ad alto rischio di Tianjin, invece, la disposizione è quella dell'autoisolamento a casa. Pechino e Tianjin sono strettamente collegate, distanti circa 150 chilometri: secondo il Global Times, circa 100.000 persone si spostano regolarmente ogni giorno tra le due città per motivi di lavoro in base ai dati del 2020.

I funzionari di Tianjin hanno convocato una riunione video all'una di notte di domenica per mostrare la determinazione per contenere il focolaio: la città ha riportato almeno 40 casi positivi durante il fine settimana, inclusi 24 bambini, anche se le autorità sanitarie devono confermare se sono stati tutti infettati da Omicron. Finora, sono 29 le comunità residenziali sotto stretto isolamento e ai solo residenti è stato ordinato di non lasciare la città se non strettamente necessario e previo test Covid negativo fatto entro 48 ore. Li Hongzhong, il capo del Partito comunista di Tianjin, ha promesso di adottare "misure risolutive" per "ogni sforzo possibile per bloccare i canali di trasmissione" e fortificare il ruolo di Tianjin come "fossato" a tutela della capitale. Alle organizzazioni di partito e governative, alle aziende statali e alle istituzioni pubbliche è stato ordinato di assumere la guida nel mantenere i propri dipendenti fermi a Tianjin, mentre sono stati istituiti posti di blocco all'aeroporto, alle autostrade, alle stazioni ferroviarie e ai porti. Tutti i centri di tutoraggio, asili nido e centri di formazione professionale sono stati chiusi, mentre università e college hanno sigillato i loro campus. Tianjin è una delle città portuali più importanti della Cina ed è una delle quattro municipalità con lo status provinciale direttamente sotto l'amministrazione del governo centrale, insieme a Pechino, Shanghai e Chongqing.  

Le autorità di Tianjin hanno concluso oggi in 48 ore circa i test anti-Covid per i suoi 14 milioni di residenti dopo il focolaio di Covid emerso nel weekend coi primi due casi in Cina di variante Omicron trasmessa localmente, disponendo la quarantena per 76.000 persone, secondo i media locali. Malgrado la cancellazione di voli e collegamenti di autobus, la città portuale non è sottoposta a un lockdown totale che confina tutti i residenti nelle loro case, come deciso il mese scorso per Xi'an, il capoluogo dello Shaanxi, provocando proteste rabbiose per la carenza di cibo e gli ostacoli all'accesso per garantirsi le cure mediche.

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'

David Nabarro, inviato speciale per il Covid dell'Organizzazione mondiale della Sanità, sostiene che il virus porrà una situazione difficile per i prossimi tre mesi "almeno", ma "possiamo intravederne la fine". "Temo che siamo lungo una maratona ma non c'è modo di dire che siamo giunti alla fine, possiamo intravedere la fine all'orizzonte ma non ci siamo ancora. E ci saranno turbolenze prima di arrivarci", ha detto Nabarro a Sky News. 

REGNO UNITO

Il governo britannico sta valutando la possibilità di ridurre il periodo di isolamento per le persone completamente vaccinate che risultano positive al Covid dagli attuali 7 a 5 giorni. Lo ha detto il premier Boris Johnson visitando un centro di vaccinazione nell'ovest di Londra. "La cosa da fare è guardare alla scienza. Stiamo valutando e agiremo secondo la scienza", ha affermato il primo ministro. Alcuni deputati del suo partito conservatore avevano chiesto con forza una riduzione del periodo di quarantena al fine di ridurre le persistenti carenze di personale in diversi settori. Johnson ha anche ricordato che la Gran Bretagna sta facendo "grandi progressi" nella lotta contro il Covid, sebbene la variante Omicron resti "altamente contagiosa". Nel lanciare un nuovo appello alla vaccinazione, ha affermato che al momento 36 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose, il 90% degli over 50. "Ma ci sono ancora milioni di persone che hanno bisogno di farla". E ha agggiunto: "E' molto importante che lo staff dell'Nhs (servizio sanitario pubblico, ndr) sia del tutto protetto e vaccinato contro il virus". Johnson ha precisato, dopo quanto era emerso ieri sulla stampa, che i test rapidi rimarranno gratuiti fino a quando il governo lo riterrà opportuno. Ha invece glissato sui nuovi sospetti rilanciati dai media sulla sua presunta partecipazione nel maggio 2020 

FRANCIA

La maggioranza francese "non intende fare del pass vaccinale una misura permanente": è quanto dichiarato dal capogruppo del partito di maggioranza La République En Marche (LREM) all'Assemblea Nazionale, Christophe Castaner, nel giorno in cui il progetto di legge che punta a trasformare il pass sanitario in pass vaccinale - sorta du super green pass alla francese - arriva in Senato. "Nessuno intende fare del pass vaccinale una misura permanente, ma finché saremo in una situazione in cui sabato 8 gennaio c'erano 303.669 casi di Covid, il tema non è di presupporre la fine (del dispositivo,ndr.) ma battersi con tutte le armi possibili per fare arretrare il Covid in Francia", ha dichiarato il ministro ai microfoni di radio France Inter, aggiungendo che il pass "non ambisce ad essere illimitato nel tempo e noi non vogliamo stare tutto il tempo a legiferare". Dopo un esame carico di tensioni in prima lettura all'Assemblea Nazionale, il ministro per le Relazioni con il Parlamento, Marc Fesneau ha detto su Public Sénat che il calendario, con l'odierno esame in commissione e in aula domani e dopodomani, permette di dibattere in Senato "in condizioni soddisfacenti", in modo "sereno". L'obiettivo è un'adozione del green pass rafforzato il 17 gennaio. 

SPAGNA

"Dobbiamo valutare l'evoluzione del Covid dalla situazione di pandemia vissuta finora verso quella di una malattia endemica": lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez, confermando la notizia pubblicata dal quotidiano El País secondo la quale il suo governo sta lavorando su un piano di gestione di questa malattia più simile a quello che si mette in atto per l'influenza. "E un dibattito che stiamo cercando di aprire a livello europeo", ha sostenuto il premier, intervistato dalla radio spagnola Cadena Ser. "Dobbiamo rispondere con altri strumenti, più legati alla vaccinazione o all'autoprotezione con le mascherine", ha affermato Sänchez, che ha ricordato che oltre il 90% della popolazione over 12 ha completato il ciclo di vaccinazione. "La situazione non è quella di un anno fa", ha sottolineato. Sánchez ha poi annunciato che il governo spagnolo comprerà nel mese in corso circa 344.000 dosi del farmaco anti-Covid orale di Pfizer. "Riduce dell'88% la possibilità di ricovero dei pazienti di Covid più vulnerabili", ha ricordato il premier. Inoltre, l'esecutivo spagnolo prevede di regolare i prezzi dei test antigenici, ha aggiunto. 

ISRAELE

Israele potrebbe affrontare nei prossimi tempi tra i 2 e i 4 milioni di positivi (quasi il 40% della popolazione se si calcola il secondo dato) nella quinta ondata della pandemia causata nel Paese dalla variante Omicron. Lo ha detto il premier Naftali Bennett commentando l'attuale situazione in Israele. Secondo i dati di oggi, nelle ultime 24 ore si sono avuti 21.500 nuove infezioni rispetto a 175mila test con un tasso di morbilità del 12.31%. A questi dovrebbero essere aggiunti i 10 mila positivi che risultano, secondo i media, dai test antigenici. Se così fosse, il totale salirebbe a oltre 30 mila. In aumento anche i malati gravi che ora sono 222. Gli Israeliani over 60 che fino ad ora hanno avuto la quarta dose sono circa 250mila. 

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