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45 giornalisti uccisi in tutto il mondo nel 2021

IFJ, in calo ma restiamo preoccupati. Afghanistan il più colpito

(ANSA) - PARIGI, 31 DIC - Un totale di 45 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo nel 2021. Lo ha reso noto l'International Federation of Journalists (IFJ), "uno dei bilanci più bassi" in assoluto. Due settimane fa Reporters Without Borders ( RSF) aveva dato conto di 46 omicidi, confermando si trattasse della cifra più bassa da quando aveva iniziato questa statistica, nel 1995.
    "Anche se la diminuzione nel numero delle vittime è una buona notizia, si tratta di un piccolo conforto di fronte alla continua violenza", ha affermato l'IFJ.
    L'Afghanistan è il Paese che ha registrato più morti, 9. In Messico si contano 8 giornalisti uccisi, in India 4 ed in Pakistan 3. L'area più colpita è la regione Asia-Pacifico, con 20 omicidi. Ce ne sono stati 10 nelle Americhe, 8 in Africa, 6 in Europa ed uno in Medio Oriente.
    Gli operatori dell'informazione, ha rilevato l'organismo, "il più delle volte vengono uccisi per aver denunciato corruzione, criminalità e abuso di potere nelle loro comunità, città e paesi". E mentre "i rischi associati ai conflitti armati si sono ridotti negli ultimi anni" perché un minor numero di giornalisti è stato in grado di riferire dal terreno, "continuano ad aumentare le minacce delle bande criminali e dei cartelli della droga, dalle baraccopoli in Messico alle strade delle città europee in Grecia e Paesi Bassi".
    Il segretario generale dell'IFJ Anthony Bellanger ha sottolineato il sostegno della sua organizzazione a una convenzione delle Nazioni Unite che "assicuri l'accertamento delle responsabilità per le uccisioni dei giornalisti". (ANSA).
   

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