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Maxi incursione dei jet cinesi nei cieli di Taiwan

Pechino mostra i muscoli con 38 aerei, due a capacità nucleare

dLa Cina ha messo ancora in chiaro i suoi piani per Taiwan, inviando un numero record di 38 aerei militari tra ieri e oggi nella zona di identificazione di difesa dell'isola ribelle, considerata una parte "indissolubile" del suo territorio destinata a essere riunificata anche con l'uso della forza, se necessario. La dimostrazione di forza ha avuto inizio - e non è un caso - il primo ottobre, il giorno della fondazione della Repubblica popolare di Cina, ed è maturata poco dopo il passaggio nello Stretto di Taiwan di una nave militare britannica, inviata secondo Pechino con "disegni sinistri" alla luce del nuovo patto sulla sicurezza Aukus, siglato da Usa, Gb e Australia. Alla prima ondata con 22 caccia militari, di cui 18 J-16 e 4 Su-30, due bombardieri H-6 con capacità nucleare e un aereo antisommergibile, il ministero della Difesa di Taipei ha fatto decollare aerei da combattimento come messaggio di allerta, mentre i sistemi missilistici sono stati schierati in un'operazione di monitoraggio. Un copione ripetuto anche nella notte tra ieri e oggi, di fronte alla seconda ondata del gruppo di 13 aerei cinesi.

"La Cina ha un atteggiamento bellicoso e dannoso per la pace regionale e compie atti di bullismo", ha attaccato il premier taiwanese Su Tseng-chang in una conferenza stampa a commento della vicenda. Dalla salita al potere della presidente Tsai Ing-wen, convinta di guidare già uno Stato sovrano, Pechino ha intensificato la pressione militare e politica su Taipei che ha però rafforzato gli scambi con gli Usa sia militari (con l'acquisto di armi) sia tra funzionari di alto livello, sia con l'ex amministrazione di Donald Trump sia con l'attuale di Joe Biden, intenzionato a consolidare i legami vista l'ipotesi di accordo di libero scambio.

Tuttavia, la posizione Usa resta ambigua, tra gli obblighi a dotare l'isola dei mezzi di difesa e l'assenza di riconoscimento ufficiale che, se dato, scatenerebbe uno scontro con la Cina che considera la vicenda una 'linea rossa' da non superare. Anche l'Ue, nella nuova strategia sull'Indo-Pacifico, ha inserito Taiwan tra i "partner commerciali e di investimento". In settimana, l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell, nell'11/esimo dialogo strategico Bruxelles-Pechino, ha detto alla sua controparte, il ministro degli Esteri Wang Yi, il mantenimento della "politica della Unica Cina", precisando che l'Ue e i suoi Paesi membri "hanno interesse a sviluppare la cooperazione con Taiwan senza riconoscimento di Stato". Il senatore Alain Richard, ex ministro della Difesa francese, guiderà il gruppo del Senato per lo scambio e gli studi con Taiwan dal 4 all'11 ottobre. La portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha detto giovedì che Pechino è "fermamente contraria" a qualsiasi scambio o contatto ufficiale tra singoli senatori francesi e le autorità di Taiwan, parte del territorio cinese.

La Cina ha sempre agito con veemenza a qualsiasi scambio internazionale o segno che Taiwan sia un Paese separato, temendo che possa maturare un riconoscimento nei fatti. Dopo lo scontro all'Organizzazione mondiale della sanità, altre scintille sono attese sul CPTPP: Pechino e Taipei hanno presentato domanda di adesione all'accordo di libero scambio nella versione aggiornata a 11 Paesi dell'ex TPP promosso dagli Usa, da cui Trump decise di uscire nel 2017.

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