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Islanda oggi al voto, maggioranza guidata dai verdi rischia

L'insolita coalizione destra-sinistra può perdere molti seggi

Islanda oggi al voto, dopo quattro anni in cui l'isola è stata governata da una coalizione sinistra-destra senza precedenti. Il primo ministro Katrin Jakobsdottir, ambientalista, tenterà di ottenere un secondo mandato, dovendo però fare i conti con un panorama politico frammentato. Ben nove partiti su dieci in lizza dovrebbero riuscire ad entrare in parlamento, rendendo complicata la formazione di un governo. Con 33 deputati su 63, la coalizione uscente è un'alleanza eterogenea del Partito dell'Indipendenza (conservatore) del veterano della politica islandese Bjarni Benediktsson, del Partito del Progresso (centrodestra) di Sigurour Ingi Johannsson e del movimento Sinistra-Verdi di Jakobsdottir. Alcuni sondaggi danno la maggioranza uscente riconfermata, ma con un margine molto stretto, altri invece prevedono una sua sconfitta.
    Nonostante sia popolare, il partito verde del premier oscilla intorno al 10-12% e rischia di perdere diversi seggi. Abbastanza da minacciare il suo futuro. Durante il suo mandato, Jakobsdottir ha reso le tasse sul reddito più progressive, ha aumentato il budget per l'edilizia popolare e ha esteso il congedo parentale. E la sua gestione del Covid - solo 33 morti - è stata approvata. Allo stesso tempo il primo partito ecologista al governo in Islanda ha dovuto rinunciare, anche per salvare la sua coalizione, alla sua promessa di creare un parco nazionale nel centro di un Paese che ha 32 sistemi vulcanici attivi e 400 ghiacciai.
    In Islanda, dopo la crisi finanziaria del 2008 che ha provocato il tracollo del Paese, e relativi scandali che hanno coinvolto i suoi leader, si sono svolte ben 5 elezioni in 10 anni. Il governo uscente è stato il primo a completare la legislatura. 
   

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