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  • Biden compatta la Nato contro la Cina e il Dragone replica, 'calunnie'

Biden compatta la Nato contro la Cina e il Dragone replica, 'calunnie'

Oggi il vertice Ue-Usa nel segno del G7 in Cornovaglia

Dopo il G7 in Cornovaglia, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha chiamato all'adunata i leader della Nato, compattandoli su un'idea di Alleanza delle democrazie in alternativa ai regimi autoritari, che come quello del Dragone "perseguono politiche coercitive e non condividono i valori democratici ed il rispetto dei diritti".

E il vertice Ue-Usa di oggi promette di seguire la stessa traiettoria, in un rilancio sostanziale delle relazioni transatlantiche che vedono Unione europea e Stati Uniti trovare soluzioni anche alla guerra dei dazi, retaggio dell'era trumpiana, e andare a braccetto sulla lotta ai cambiamenti climatici.

A preoccupare in particolare è l'espansionismo militare cinese, compreso lo sviluppo del suo arsenale nucleare, "i cyber-attacchi sempre più frequenti", l'attività di disinformazione e l'utilizzo di tecnologie sofisticate, compresa l'intelligenza artificiale. La Cina, che solo 18 mesi fa veniva trattata come un dossier marginale (il tema era stato affrontato per la prima volta al vertice del 2019, in una cauta dichiarazione), irrompe quindi sulla ribalta come epicentro di "sfide sistemiche". Perché Pechino si avvicina sempre di più, minacciosamente all'Occidente, anche attraverso la collaborazione militare con l'altra grande fonte di preoccupazione, Mosca, partecipando alle sue esercitazioni nell'area Euro-Atlantica". E questo l'Alleanza dell'era Biden non lo può permettere.

Intanto la Cina ha accusato la Nato di "creare scontri" dopo l'accordo raggiunto dagli alleati occidentali su un'azione comune di contrasto alle politiche, spesso aggressive, di Pechino. Una nota dell'ambasciata cinese presso l'Unione europea ha sollecitato l'Alleanza Atlantica a "vedere razionalmente lo sviluppo della Cina, a smettere con l'esagerare le varie forme di 'teoria della minaccia cinese' e a non usare gli interessi legittimi e i diritti legali della Cina come scuse per manipolare la politica del gruppo". Nel vertice annuale Nato di ieri a Bruxelles, la Cina è finita per la prima volta nella lista dei "rischi" per la sicurezza.

Le accuse della Nato sono da considerarsi una "calunnia dello sviluppo pacifico della Cina, un errore di valutazione della situazione internazionale e del proprio ruolo, ed è la continuazione di una mentalità da Guerra Fredda e della psicologia politica del gruppo".

In particolare Biden, nella conferenza stampa dopo il vertice Nato a Bruxelles ha detto che Russia e Cina cercano di seminare zizzania nella solidarietà transatlantica e ha aggiunto: "Sarò chiaro con Putin sul fatto che ci sono aree in cui possiamo collaborare se sceglie di farlo" definendo il presidente russo Vladimir Putin "brillante e duro".

Gli Usa non cercano il conflitto con la Russia ma risponderanno se Mosca continuera' le sue attivita' ostili ha precisato il presidente aggiungendo che metterà in chiaro con Vladimir Putin che "possiamo collaborare se sceglie di farlo" su mutui interessi o "risponderemo a tono".

Da Mosca il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov fa sapere che è improbabile che si raggiungano accordi al prossimo vertice Russia-Usa a Ginevra. Ushakov ha aggiunto che guarda al vertice "con pratico ottimismo". "Non sono sicuro che qualche accordo sarà raggiunto, vedremo, non lo so. Guardo all'incontro con pratico ottimismo, non con un grande ottimismo", ha detto. Ushakov ha notato che "gli americani tendono a ignorare gli accordi raggiunti sotto l'amministrazione precedente, soprattutto se questa amministrazione era dominata da un altro partito politico". "La cosa più importante, e non è stato facile, è che l'agenda del vertice è stata concordata, abbiamo persino discusso in anticipo l'ordine delle questioni su cui i leader si concentreranno", ha aggiunto. "Attualmente rimane solo una questione non concordata, riguarda i documenti finali e il documento finale del vertice. A questo proposito i nostri colleghi del ministero degli Esteri stanno tenendo dei negoziati". Lo riporta la Tass.

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