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  • In piazza per Tienanmen, tensione a Hong Kong: sei arresti, blindati e cannone ad acqua

In piazza per Tienanmen, tensione a Hong Kong: sei arresti, blindati e cannone ad acqua

La polizia ha schierato 7.000 agenti. L'Ue chiede il rilascio immediato degli fermati

La polizia di Hong Kong ha eseguito almeno sei arresti, di cui 4 uomini e due donne di età compresa tra i 20 e i 75 anni, in relazione alle manifestazioni legate alla commemorazione del 32esimo anniversario della strage di Piazza Tienanmen. L'ultimo bollettino serale postato dalle forze dell'ordine sull'account ufficiale di Facebook ha precisato che le contestazioni alle persone fermate includono l'incitamento ad altri a partecipare a un'assemblea non autorizzata, assalto, danni e condotta illegale in pubblico e ostruzione alle attività di polizia.

La polizia di Hong Kong: 'Scanditi slogan di secessione' - La polizia di Hong Kong ha rilasciato in serata una dichiarazione specificando che "verso le 20:00 del 4 giugno, un gran numero di persone s'è radunato in Patterson Street e Kingston Street a Causeway Bay, e in Sai Yeung Choi Street South a Mong Kok". C'erano manifestanti, si legge nella nota, "che hanno gridato slogan di incitamento e incoraggiamento a commettere la secessione, che potrebbero aver commesso reati ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale". La polizia "ha emesso avvertimenti alla folla per informarla esplicitamente che la loro azione potrebbe essere perseguita per i reati ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale e dell'ordinanza sull'ordine pubblico". Sono stati tutti avvisati di "smettere immediatamente con la violazione della legge e di andare via".

Attivisti in strada accendono luci  - Centinaia di attivisti pro-democrazia di Hong Kong, vestiti di nero in ricordo del colore scelto per le proteste del 2019, si sono radunati nelle strade attorno al Victoria Park, a Causeway Bay, e a Mong Kok, nel quartiere di Kowloon. In molti, in base alle immagini diffuse sui social media, hanno acceso candele elettriche e luci degli smartphone per commemorare le vittime della repressione di Piazza Tienanmen. Dopo mesi di assenza, riportano i media dell'ex colonia britannica, sono riapparsi per le strade anche gli slogan "Liberare Hong Kong, rivoluzione dei nostri tempi" e "indipendenza di Hong Kong, unica via d'uscita".

Tienanmen 32 anni fa, le immagini storiche

Oggi "è il 32/esimo anniversario della micidiale repressione della Repubblica popolare cinese in Piazza Tienanmen, che ha ucciso migliaia di manifestanti che chiedevano semplicemente il rispetto dei loro diritti e libertà". Lo scrive su Twitter il segretario di Stato Usa Antony Blinken, secondo cui "i diritti umani sono universali e tutti i governi devono proteggerli e promuoverli". Sui fatti del 1989, Blinken ha detto ieri che gli Usa sostengono il popolo cinese chiedendo che "il loro governo rispetti i diritti umani", in aggiunta a "trasparenza" e "resoconto completo di coloro che erano stati uccisi, detenuti o dispersi".

"Oggi onoriamo i coraggiosi cittadini cinesi i cui appelli pacifici alla libertà e alla democrazia hanno subito una violenta repressione in Piazza Tienanmen nel 1989". E' il tweet del Dipartimento di Stato Usa che pubblica un video nel quale compare anche la foto simbolo del ragazzo contro i carri armati a Pechino.

La Cina accusa gli Usa di continuare a interferire nei suoi affari interni. "Ciò che il segretario di Stato americano Antony Blinken ha detto sulle 'turbolenze politiche' della fine degli anni '80 interferisce negli affari interni della Cina", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, in merito alle dichiarazioni di Blinken sui fatti sanguinosi di Piazza Tienanmen. "La Cina si oppone con forza a tutto questo", ha aggiunto Wang in conferenza stampa, notando che "prima di attaccare altri Paesi sui cosiddetti diritti umani, gli Usa dovrebbero guardarsi allo specchio e vedere le proprie violazioni dei diritti umani".

Il leader degli studenti di Tienanmen: 'Facemmo bene, avevamo ragione noi' - "Penso che a Tienanmen abbiamo fatto bene. E penso che quello che abbiamo fatto nel 1989 sia stata l'evoluzione naturale del movimento di riforme lanciato da Deng Xiaoping, i suoi slogan avevano nutrito la nostra generazione, solo che lui si è fermato, noi volevamo andare avanti". Lo ha detto a Sky TG24 Wuer Kaixi, attivista cinese, leader degli studenti di Tienanmen, nel giorno dell'anniversario del massacro. E' vero che ha più volte tentato di costituirsi, consegnandosi nelle ambasciate, ma che è stato respinto? "Sì, è vero - risponde l'attivista, che ora vive a Taiwan -. Dal 2009 ho provato ben quattro volte a costituirmi. Io sono il ricercato numero uno del regime, ma pur essendo il più voluto sono anche il meno voluto. Volevo costituirmi per continuare quello che volevamo nel 1989, ovvero un dialogo con il regime. Anche se il dialogo dovesse prendere la forma di un dibattito in tribunale". Wuer Kaixi nell'intervista a Sky TG24 poi parla di Hong Kong: "Era una città che apparteneva al mondo libero. Ora il mondo libero l'ha persa. Forse è giunto il momento di farsi una domanda. Quando saremo in grado di dire no alla Cina e fermare la sua aggressione? Dire di no alla Cina è difficile, lo capisco. E sapete perché? Perché negli ultimi venti, trent'anni vi siete arresi alla Cina, le avete concesso tutto e oggi tiene le vostre economie in ostaggio. E la Cina non si fermerà mai. La sua avidità non ha limiti".

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