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Colombia: presidente invia l'esercito a Cali, 13 morti in proteste

Città teatro di violenti disordini

Il presidente colombiano Ivan Duque ha ordinato il dispiegamento dell'esercito nelle strade di Cali, la terza città del Paese teatro da un mese di violente proteste che solo nella giornata di ieri hanno causato 13 morti. Il presidente ha tenuto proprio in città un consiglio di sicurezza per fare il punto della situazione. 

In dichiarazioni a Radio Caracol,di Bogotà l'assessore alla Sicurezza cittadino, Carlos Alberto Rojas, ha affermato che "Cali non può essere trasformata in un teatro di guerra" e ha chiesto un'indagine per risalire ai colpevoli di questa tragedia. Rojas ha precisato che cinque delle vittime sarebbero direttamente legate alle proteste ed ai blocchi stradali che hanno costretto le forze dell'ordine ad intervenire

Duque si è recato personalmente a Cali, capoluogo del dipartimento del Valle del Cauca, teatro da oltre un mese di importanti manifestazioni e gravi disordini fra dimostranti e forze dell'ordine. Al termine di una serie di incontri con ministri e responsabili locali, ha riferito Blu Radio di Bogotà, il capo dello Stato ha sostenuto che "dobbiamo difendere i nostri diritti con gli strumenti che la Costituzione e la legge ci danno". Per questo, ha proseguito, ho deciso di disporre "il massimo dispiegamento di assistenza militare possibile per la Polizia nazionale" a Cali e nel Valle del Cauca con il dispiegamento immediato di 7.000 soldati che contribuiranno a rafforzare il presidio dei punti strategici e a rimuovere i blocchi nelle vie di comunicazione. Nel nostro Paese, ha concluso, "non possono esistere isole di anarchia". Da oltre un mese è in corso in tutta la Colombia una mobilitazione antigovernativa organizzata da un Comitato nazionale di sciopero (Cnp), nell'ambito della quale si sono registrate decine di morti, molti dei quali a Cali e provincia, centinaia di feriti, numerosi scomparsi e molteplici denunce di violenze sessuali a donne partecipanti alle proteste.

   

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