• Israele, Biden esorta il cessate il fuoco. Il premier israeliano: 'avanti su Gaza'

Israele, Biden esorta il cessate il fuoco. Il premier israeliano: 'avanti su Gaza'

Ripreso un intenso il lancio di razzi nel sud di Israele. Attacchi a tunnel Hamas, 'colpiti 40 obiettivi'. A Gaza dall'inizio del conflitto sono 227 vittime, di cui 64 bambini

Un cessate il fuoco è "imminente" e potrebbe aversi in 24 ore. Lo affermano funzionari di Hamas con la Cnn. Il presidente americano Joe Biden ha chiesto a Benyamin Netanyahu "una significativa de-escalation" immediata per una tregua a Gaza. 

Nuovo colloquio telefonico tra Joe Biden e Benyamin Netanyahu. Lo rende noto la Casa Bianca spiegando come i due leader hanno fatto il punto nel dettaglio sullo stato degli eventi a Gaza. Biden ha detto al premier israeliano di attendersi una "significativa de-escalation oggi verso un cessate il fuoco".

Il premier Benyamin Netanyahu ha detto di "essere determinato ad andare avanti con l'operazione" fino a che "la calma e la sicurezza siano ristorate per i cittadini israeliani". La posizione è stata espressa dal premier al termine di una consultazione al ministero della sicurezza. Netanyahu ha ringraziato il presidente "ed amico" Joe Biden per "il suo sostegno al diritto di Israele all'autodifesa".

Intanto funzionari di Hamas hanno detto alla Cnn che un cessate il fuoco è "imminente" e potrebbe aversi in 24 ore.

"Non siamo con il cronometro in mano ma vogliamo piuttosto raggiungere gli obiettivi dell'operazione". Lo ha detto, citato dai media, il premier israeliano Benyamin Netanyahu nella riunione con gli ambasciatori stranieri. "Precedenti operazioni - ha aggiunto - sono durate un periodo prolungato. Per questo non è ancora possibile stabilire la durata di questa operazione". Secondo fonti militari Israele starebbe infatti valutando se esistono le condizioni per un cessate il fuoco, ma è anche pronto ad un prolungamento delle operazioni militari a Gaza, ha detto un alto responsabile militare israeliano ai media. "Stiamo studiando la questione del momento opportuno per un cessate il fuoco", ma "ci prepariamo a diversi giorni" di operazioni supplementari, ha spiegato ancora, aggiungendo che Israele sta verificando se ha "raggiunto gli obiettivi".

"Criticare Israele per le sue attività è assurdo. E' un danno alle altre democrazie che combattano in circostanze analoghe". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu agli ambasciatori esteri. "E' il record dell'ipocrisia e dell'idiozia. Tutto ciò - ha concluso - non fa che incoraggiare i terroristi".

È ripreso intenso il lancio di razzi da Gaza contro il sud di Israele. Le zone più bersagliate sono quelle attorno alla Striscia ma anche la città di Ashkelon - finora la più colpita - e anche il valico merci con Gaza stessa di Kerem Shalom. Ai residenti delle comunità fino a 4 chilometri da Gaza l'esercito ha ordinato di restare nei rifugi fino a nuovo ordine.

Il numero complessivo di razzi lanciati finora da Gaza verso Israele è salito nella nottata a 3.750. Lo ha reso noto il portavoce militare. Di questi, ha aggiunto, 550 erano difettosi e sono caduti all'interno della Striscia. Il sistema di difesa israeliano Iron Dome, secondo il portavoce, continua a garantire la incolumità dei civili israeliani. Ha intercettato in media il 90 per cento dei razzi che rischiavano di esplodere in centri abitati.

Proseguiti gli attacchi dell'aviazione israeliana alla rete dei tunnel di Hamas a Gaza. Secondo il portavoce militare Hidai Zilberman sono stati 40 gli obiettivi colpiti con la distruzione di altri 12 chilometri tra cui depositi di armi e centri di comando: almeno 10 i membri di Hamas e della Jihad uccisi. Gli attacchi - ha spiegato - si sono concentrati a Khan Yunis e Rafah nel sud della Striscia da dove parte la maggior parte dei razzi su Israele. Zilberman ha poi detto che Hamas ha cercato di colpire basi dell'aviazione "ma non ci è riuscita".

Dall'inizio del conflitto con Israele ci sono state "227 vittime a Gaza: di queste 64 bambini, 38 donne e 17 anziani". Lo ha detto il ministero della sanità di Hamas a Gaza, secondo cui i feriti nello stesso lasso di tempo sono 1.620.

La
Francia ha presentato all'Onu una risoluzione che punta ad un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, in coordinamento con Egitto e Giordania. Lo rende noto l'Eliseo. La proposta arriva al Consiglio di sicurezza dove gli Usa hanno bloccato per otto giorni una dichiarazione sul conflitto israelo-palestinese. L'ambasciatore cinese all'Onu, Zhang Jun, ha detto di aver saputo della proposta e che "la Cina la sostiene senz'altro" gli sforzi per mettere fine alla crisi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, "ha partecipato a una riunione trilaterale con il presidente egiziano Al Sisi e il re di Giordania" in cui è stato deciso di "lanciare un'iniziativa umanitaria per la popolazione civile di Gaza in collegamento con le Nazioni Unite". Lo hanno reso noto fonti dell'Eliseo. Le fonti francesi hanno sottolineato che Egitto e Giordania "sono attualmente in pace con Israele e sono protagonisti influenti nei luoghi santi per la Giordania e su Gaza per gli egiziani". I tre governi si sono "messi d'accordo su tre semplici elementi: cessazione dei lanci di razzi, cessate il fuoco e risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu" sulla questione.

Washington ritiene che una dichiarazione pubblica del Consiglio di Sicurezza Onu non aiuterebbe a calmare le tensioni tra israeliani e palestinesi. Lo ha ribadito nel corso della riunione a porte chiuse dei Quindici l'ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, secondo quanto è stato riferito da fonti diplomatiche. "Non siamo stati in silenzio", "il nostro obiettivo è stato e continuerà ad essere quello di un intenso impegno diplomatico per porre fine a questa violenza", ha detto l'ambasciatrice. "Il presidente Joe Biden ha espresso il sostegno per un cessate il fuoco".

L'Egitto ha proposto, "attraverso canali privati" un cessate il fuoco tra Israele e Hamas a partire da alle 6 di mattina (ora locale) di giovedì prossimo. Lo riporta la tv israeliana Canale 12 che cita fonti palestinesi secondo cui Hamas ha accettato mentre Israele non ha risposto. Tuttavia, un membro della leadership di Hamas, Izzat al-Rishq, ha smentito le indiscrezioni dei media israeliani su un imminente cessate il fuoco mediato dall'Egitto. "Non è vero ciò che alcuni media nemici hanno riferito, ovvero - ha detto in un comunicato ripreso da Times of Israel - che Hamas abbia concordato ad un cessate il fuoco per giovedì. Nessun accordo o uno specifico calendario per questo è stato raggiunto". Al-Rishq ha tuttavia aggiunto che gli sforzi per coordinare una tregua, guidati dall'Onu, dall'Egitto, dal Qatar e da altri paesi sono in corso. "Pur sottolineando che gli sforzi e i contatti dei mediatori sono seri e continui, le richieste della nostra gente - ha concluso - sono chiare e ben note".

Usa e Ue sono in pressing per far tacere le armi nel conflitto israelo-palestinese, entrato ormai nella seconda settimana di violenze. Ma per ora non si intravede una svolta, anche se si continua a lavorare per sciogliere i nodi della possibile tregua. In campo anche il Vaticano che, per bocca del segretario di Stato Pietro Parolin, si è detto impegnato a "prendere qualsiasi iniziativa per arrivare al cessate il fuoco e alla ripresa del negoziato diretto".

Il capo della diplomazia europea Josep Borrell ha chiesto "l'immediata cessazione delle violenze e l'attuazione di un cessate il fuoco" al termine di una videoconferenza straordinaria dei ministri degli Esteri dell'Ue. "L'obiettivo è di proteggere i civili e di permettere l'accesso umanitario a Gaza", ha spiegato, definendo "inaccettabile" il "numero elevato delle vittime civili, comprese donne e bambini". Ma ancora una volta l'Ungheria di Viktor Orbán ha fatto mancare il suo sostegno, unico Paese dei 27 Stati membri. Al vertice è intervenuto anche il capo della diplomazia italiana, Luigi Di Maio: "Condanniamo il lancio indiscriminato di razzi da Gaza, è inaccettabile e deve cessare, come è inaccettabile che si metta in discussione il diritto di Israele a esistere. Riconosciamo il diritto legittimo di Israele di proteggere la propria popolazione, ma la risposta militare israeliana deve essere proporzionata e volta a prevenire ulteriori vittime civili".

Giovedì intanto verrà convocata l'assemblea generale dell'Onu, mentre il consiglio di sicurezza è tornato a riunirsi d'urgenza a porte chiuse per la quarta volta, dopo che gli Usa finora hanno bloccato dichiarazioni che secondo Washington potrebbero ostacolare o nuocere alla sua "diplomazia intensa ma discreta".  

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