• Messicana la nuova Miss Universo, ma irrompe il caso Birmania

Messicana la nuova Miss Universo, ma irrompe il caso Birmania

La 26enne ha battuto le finaliste brasiliana e peruviana

La messicana, Andrea Meza, è la nuova Miss Universo. E' stata incoronata domenica in una serata di gala in Florida, negli Stati Uniti, che segna la ripartenza anche del concorso di bellezza più ambito, la cui edizione 2020 era stata cancellata a causa della pandemia da Covid-10. Ma sul palco non solo gioia e bellezza, Miss Birmania Thuzar Wint Lwin, ha infatti colto l'occasione dei riflettori per denunciare le violenze in corso nel suo Paese. 

Andrea Meza ha 26 anni, viene dallo stato messicano di Chihuahua, è laureata in ingegneria informatica ma lavora come make-up artist. Vegana, è amante degli sport estremi, ha in più occasioni condannato la violenza di genere. E' la terza messicana a conquistare il titolo e nel suo paese l'evento è stato seguito con entusiasmo, anche dal presidente Andrés López Obrador che ha telefonato alla neo incoronata Miss Universo per congratularsi.

Con lei in finale per il 69mo titolo di Miss Universo le concorrenti brasiliana e peruviana: un podio tutto all'insegna del continente americano. La precedente edizione del concorso invece, quella del 2019, era stata vinta dalla miss sudafricana Zozibini Tunzi. La corona, la fascia, i fiori. Ma sul palco ha fatto irruzione anche la stretta attualità, con l'appello della concorrente proveniente dalla Birmania che ha ricordato il dramma vissuto da settimane nel suo Paese, sprofondato nel caos dopo il colpo di Stato dello scorso primo febbraio che ha provocato la reazione dell'opposizione. Uno stillicidio di morti, scontri, incarcerazioni: "La nostra gente muore e viene colpita dall'esercito ogni giorno": ha detto, "vorrei esortare tutti a parlare della Birmania".

Ma Thuzar Wint Lwin non è la prima ad 'approfittare' dei riflettori per portare l'attenzione su quanto sta accadendo in Birmania: prima di lei attori, influencer, personalità dello sport hanno denunciato il il colpo di Stato con cui è stata destituita la premio Nobel Aung San Suu Kyi e che ha generato le violenze intestine che non accennano a fermarsi. Si contano infatti almeno 790 persone uccise dalle forze di sicurezza, stando a dati forniti da attivisti per la difesa dei prigionieri politici. Gli arrestati sarebbero circa 5milla, 4mila ancora detenuti. E proprio in queste gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova ondata di sanzioni: contro 16 alti responsabili dello Stato della Birmania, tra cui il governatore della Banca centrale, sette ministri e il presidente della commissione elettorale. Anche il Regno Unito ha allargato le sue sanzioni coinvolgendo la Myanmar Gems Enterprise (MGE), colosso nazionale minerario di Stato che gestisce l'export di gemme e giada dal Pese asiatico. 

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