• Covid: Il Ramadan al tempo della pandemia, al via le restrizioni

Covid: Il Ramadan al tempo della pandemia, al via le restrizioni

In Turchia si prevede una stretta ulteriore, in Tunisia appello agli anziani: pregate a casa

La pandemia è a un "punto critico", le infezioni crescono in maniera esponenziale, afferma l'Oms. Intanto, nei paesi arabi ci si prepara al mese del Ramadan, con norme ancora più stringenti per evitare i contagi durante il mese sacro per l'Islam. 

La Turchia si prepara a nuove restrizioni anti-Covid in vista del mese sacro islamico di Ramadan. Dopo gli allarmanti picchi di contagi registrati nel Paese, da giorni sopra i 50 mila casi ogni 24 ore, il comitato scientifico di Ankara si è riunito per definire una serie di proposte da presentare alla riunione di governo presieduta dal capo dello stato Recep Tayyip Erdogan, che deciderà sulla stretta. Oltre alle limitazioni già annunciate per le tradizionali riunioni familiari durante i pasti che interrompono o precedono il digiuno rituale e per le preghiere collettive in moschea, sono allo studio ulteriori misure per cercare di limitare i contagi. Tra queste, possibili nuovi lockdown per categorie mirate, come gli over 65 e gli under 20, accompagnate dal ritorno alla didattica a distanza per diverse classi, anche allo scopo di accelerare sulle vaccinazioni dei docenti.

Comincerà in Tunisia il Ramadan, mese sacro per i musulmani. Lo ha annunciato il Mufti della Repubblica, Othman Battikh , basandosi sui dati scientifici dell'Istituto nazionale di metereologia, poiché dalla capitale non è stato possibile procedere alla tradizionale osservazione a vista della luna crescente. Il 13 aprile dunque sarà corrispondente al primo giorno di Ramadan dell'anno 1442 dell'Egira. Il ministero degli Affari religiosi tunisino ha affermato in una nota che le moschee rimarranno aperte, incluso le preghiere del venerdì, per tutto il periodo del Ramadan, eccetto che dalle 22 alle 5 del mattino, a causa del coprifuoco, imposto per motivi sanitari in seguito alla pandemia da covid-19. Per gli stessi motivi il ministero invita i fedeli a compiere le loro abluzioni a casa e a rispettare le misure di protezione preventiva e personale, esortando gli anziani a pregare a casa.

Ha superato quota 3 milioni il numero di casi di contagio da Covid-19 registrati in Germania da inizio pandemia, secondo i dati dell'istituto tedesco Robert Koch (Rki) e dell'università americana Johns Hopkins (Jhu). Nelle ultime 24 ore i contagi sono stati 13.245, afferma l'Rki, col tasso di incidenza nazionale che negli ultimi 7 giorni si è attestato a 136,4 ogni 100.000 persone. Il Paese europeo da oltre 83 milioni di abitanti ha riportato finora quasi 78.500 decessi da coronavirus, mentre 2,68 milioni di persone sono guarite dall'infezione in Germania secondo la Jhu. 

Parte oggi in Giappone la campagna vaccinale contro il Covid-19 per i cittadini con più di 65 anni di età, quasi il 28% della popolazione, una cifra equivalente a circa 36 milioni di persone. Il governo di Tokyo punta di assicurarsi un numero sufficiente di dosi dalla Pfizer, ad oggi l'unico vaccino ad aver ricevuto l'approvazione dal ministero della Salute nipponico, e completare il piano di inoculazione entro fine giugno. Il Giappone ha iniziato a immunizzare il personale medico a metà febbraio, in ritardo rispetto agli altri paesi, e fin qui ha vaccinato meno dell'1% dei 126 milioni di abitanti.

La Cina ha esortato le autorità locali a rivedere sospendere le vaccinazioni obbligatorie contro il Covid mentre il governo centrale cerca di bilanciare gli sforzi di inoculazione e il possibile contraccolpo di una popolazione scettica. "Alcune aree stanno rendendo la vaccinazione piuttosto semplificata, e persino obbligatoria per tutti. Questo approccio deve essere corretto", ha commentato un portavoce della Commissione sanitaria nazionale in un briefing tenuto domenica. La direttiva mira a frenare le strategie di alcune autorità locali per aumentare la somministrazione dei sieri dopo che il governo ha fissato l'obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione, pari a circa 560 milioni di persone, entro fine giugno.

Lunghe file davanti ai negozi ed esercizi commerciali in diverse città del Regno Unito fin dalla mattina presto oggi, in attesa della riapertura dopo il lockdown deciso a dicembre dalle autorità britanniche per contrastare la pandemia da Covid-19. Scatta infatti oggi la fase due della 'road map' stabilita dal governo britannico per la graduale riapertura del Paese e si comincia da pub (sebbene con il limite al servizio all'aperto), negozi di beni anche non essenziali, parrucchieri e centri estetici, anche palestre. Così a Oxford Street a Londra, per esempio, una delle vie dello shopping più frequentate al mondo e lasciata deserta dalla pandemia, si sono formate lunghe file davanti ai negozi in attesa che aprano i battenti. Resta tuttavia l'incognita su come queste prolungate chiusure e il rischio covid che persiste possano aver già cambiato il modo in cui si fa shopping. Di questo tema ne fa subito uno slogan lo storico grande magazzino di Oxford Street, Selfridges, che in occasione della riapertura ha issato sulla sua facciata una scritta a lettere cubitali che recita "Let's change the way we shop" (Cambiamo il modo in cui facciamo compere).

In Bulgaria è in vigore da oggi un allentamento parziale delle misure anticovid alla luce di una relativa flessione dei contagi e dei ricoveri in ospedale. In considerazione dei nuovi dati, in tutto il Paese si ripristina gradualmente l'attività in presenza per le scuole di ogni ordine e grado, così come le attività extrascolastiche. Revocato il divieto per le iniziative culturali e le feste organizzate, che devono tuttavia tenersi al 30% delle capacità. I ristoranti e i caffè riprendono a funzionare al 50% delle capacità fino alle ore 23 (22 ora italiana) . A partire dal 15 aprile riaprono i battenti anche i grandi centri commerciali e le sale da gioco ma con un'affluenza controllata dei visitatori. Dal 29 aprile inoltre riaprono i locali notturni e le discoteche.

Con il nuovo record giornaliero di 168mila nuovi casi di covid registrati ieri, l'India ha superato il Brasile ed è diventato il secondo paese al mondo più toccato dal virus dopo gli Usa, con un totale di 13 milioni 500 mila infezioni dall'inizio della pandemia. La scorsa settimana l'India ha registrato 873mila nuovi positivi, il 70 per cento in più rispetto ai sette giorni precedenti. La nuova ondata sta colpendo persone più giovani rispetto a quanto accadeva un anno fa: secondo il governatore di Delhi più del 65 per cento dei nuovi contagiati sono sotto i 45 anni. Sulla spinta del governo federale, il paese negli ultimi giorni ha rilanciato ula campagna di vaccinazione che stava segnando il passo, sia per una forte ritrosia degli indiani nei confronti del vaccino, che dall'inizio di aprile è stato reso accessibile a tutti i cittadini sopra i 45 anni, sia per la carenza di scorte in alcuni stati periferici. Secondo il ministero alla Salute sono 100 milioni 450 mila persone gli indiani vaccinati da metà gennaio, data di inizio della campagna.

 

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA




      Modifica consenso Cookie