L'ira di Mosca, inaccettabili le sanzioni per Navalny

'Funzionari colpiti non potevano avere conti all'estero'

Mosca ha risposto a muso duro alle nuove sanzioni contro alcuni pesi massimi dell'apparato statale russo che Ue e Usa hanno annunciato il 2 marzo per l'avvelenamento e la carcerazione del rivale numero uno di Putin, Alexey Navalny.

Sono "assolutamente inaccettabili" e possono avere "un effetto deleterio sui rapporti bilaterali", ha messo in guardia il Cremlino. "La nostra reazione sarà basata sul principio di reciprocità ma non sarà necessariamente simmetrica", ha avvertito a sua volta la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, invitando l'Occidente a "non scherzare col fuoco".

La Russia però ha allo stesso tempo minimizzato sui reali effetti di queste misure sui dirigenti statali sanzionati: "Di fatto - ha detto il portavoce di Putin, Peskov - ripetono le restrizioni imposte a queste persone" già "dalla legge russa" poiché, per il ruolo che ricoprono, questi funzionari "non viaggiano oltrefrontiera" e "non possono aprire conti bancari o avere proprietà all'estero". Secondo il Cremlino, cambia insomma poco per i quattro alti dirigenti finiti nel mirino di Bruxelles e per i sette sanzionati da Washington, tra i quali spicca Alexandr Bortnikov, l'inossidabile capo dei servizi segreti russi sospettati dell'avvelenamento di Navalny. Discorso diverso per le 14 società che si occupano di produzione di sostanze chimiche che gli Usa hanno inserito nella loro black list.

Navalny ha inviato il suo primo messaggio dal carcere a 150 chilometri da Mosca dove è stato trasferito da poco, probabilmente in attesa di essere poi spostato in un altro centro detentivo vicino. Ha annunciato di stare "bene" e lo ha fatto col suo solito sarcasmo. "Sto bene, qui nel cortile c'è addirittura una barra per le flessioni", ha scritto su Instagram. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA




Modifica consenso Cookie