Covid: i casi nel mondo superano quota 108 milioni

I morti sono 2.382.880

I casi di coronavirus a livello globale hanno superato nelle ultime ore quota 108 milioni: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins Universirty.
    Secondo l'università americana, il bilancio dei contagi nel mondo dall'inizio della pandemia è di 108.186.991, inclusi 2.382.880 decessi. Finora nel complesso sono guarite 60.587.212 persone. 

Continua a correre l'epidemia di coronavirus in Brasile, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.288 morti e 51.546 nuovi casi. Dall'inizio della pandemia le vittime sono salite a 237.489 a fronte di 9.765.455 contagi. I vaccinati sono 4.907.677, pari al 2,32 per cento della popolazione.

Il numero dei morti per la pandemia di coronavirus ha superato in Argentina quota 50.000, mentre oggi un aereo della compagnia Aerolineas Argentina ha portato da Mosca a Buenos Aires altre 400.000 dosi del vaccino russo Sputnik V. Secondo l'ultimo rapporto quotidiano del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore altre 155 persone sono decedute, portando il bilancio dei morti dall'inizio della pandemia nel marzo scorso a 50.029. Nello stesso tempo, il numero dei contagiati, con gli ultimi 7.151, è salito a quota 2.015.496. Il rapporto precisa che il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva è attualmente di 3.538 su scala nazionale, con un occupazione del 54,6% dei letti sull'intero territorio e del 59,8% nell'area metropolitana di Buenos Aires. Intanto ieri sera un velivolo argentino è tornato dalla capitale russa con un carico di 400.000 dosi di vaccino Sputnik V sviluppato dal laboratorio Gamaleya, che si aggiungono alle 920.000 già ricevute da dicembre 2020, e che permetteranno di far avanzare la campagna di vaccinazione del personale sanitario e delle fasce più a rischio della popolazione.

In Giappone, il ministero della Salute punta ad anticipare a domenica l'approvazione del vaccino contro il coronavirus sviluppato dalla statunitense Pfizer, a pochi giorni dall'arrivo delle prime forniture, per un totale di 400mila dosi nel Paese. Lo rivelano fonti a conoscenza del dossier all'agenzia Kyodo, spiegando che la casa farmaceutica Usa ha presentato la richiesta in Giappone lo scorso dicembre e inizialmente il via libera delle autorità sanitarie sarebbe dovuto avvenire la prossima settimana. Con un'accelerazione delle procedure amministrative, riferiscono le fonti, le somministrazioni del vaccino potrebbero partire da mercoledì prossimo per circa 20mila persone tra dottori e infermiere di 100 ospedali. Il governo di Tokyo ha siglato accordi con tre case farmaceutiche per la fornitura delle prime 157 milioni di dosi, più che sufficienti alla copertura dei circa 126 milioni di abitanti dell'arcipelago. Di questi, 72 milioni saranno prodotte dalla Pfizer, e il resto da Moderna e AstraZeneca. Circa 20mila celle frigorifere sono state già distribuite nei centri ospedalieri per il primo vaccino disponibile, quello della Pfizer, che ha dimostrato un'efficacia vicino al 95% nei test clinici condotti a livello globale.

La ministra della Salute del Perù Pilar Mazzetti si è dimessa dopo le polemiche seguite alla notizia che l'ex presidente Martin Vizcarra si sarebbe fatto vaccinare contro il Covid 19 prima che il farmaco fosse reso disponibile al pubblico e in particolare alle categorie più a rischio. Lo ha riferito la TV di Stato. Mazzetti era ministra della Salute del Paese dal luglio dello scorso anno e ha presentato la sua lettera di dimissioni al presidente Francisco Sagasti, che non le ha ancora accettate formalmente. Secondo i media locali, il suo successore dovrebbe giurare oggi, e sarà il quinto ministro della Salute della nazione sudamericana da quando la pandemia è apparsa per la prima volta nel Paese, 11 mesi fa. Assumerà l'incarico mentre il Paese continua a essere martellato da una seconda ondata di Covid-19: gli ospedali sono pieni, i pazienti affetti da Covid 19 ricoverati ieri erano 14.100 e manca l' ossigeno. Il Perù ha iniziato il suo programma di immunizzazione martedì scorso, due giorni dopo aver ricevuto 300.000 dosi di vaccino dalla società statale cinese Sinopharm.

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