Armin il figlio del minatore: 'Fidatevi di me'

La forza gentile dell'uomo che ora qualcuno paragona a Kohl

(di Rosanna Pugliese)

BERLINO - Fino a ieri era a un passo dal fallimento, oggi c'è chi lo paragona a Helmut Kohl.
    All'improvviso, Armin Laschet piace molto più delle attese: ai delegati della Cdu, che lo hanno eletto presidente, e alla stampa tedesca. Lui, il governatore del Nordreno-Vestfalia dal profilo un po' sbiadito, che promette solo il "weiter so" (avanti così), ci ha messo del suo, indovinando il tenore del discorso al primo Parteitag digitale che abbia deciso le sorti di un partito. Non lo ha riempito di contenuti politici e geopolitici, per la verità: cosa che fece nel 2018 ad Amburgo Annegrett Kramp-Karrenbauer, impegnata nell'impresa di uscire dal ruolo di 'piccola Merkel' per raggiungere quella originale.
    Il suo successore è parso meno pretenzioso, ma ha saputo far vibrare le corde giuste. "Non sono perfetto nella rappresentazione, ma sono Armin Laschet e potete fidarvi di me", ha detto in uno dei passaggi più convincenti, lanciando il filo conduttore di un intervento centrato sul punto forte della candidatura: chi vota per lui, può averne fiducia.
    Nato ad Aquisgrana, dove vive con la moglie e i tre figli, ai confini col Belgio e i Paesi Bassi, Laschet a 59 anni arriva a un passo dal coronamento della sua carriera. E anche se con la vittoria di oggi resta aperta la sfida per la cancelleria, non è affatto escluso che ce la possa fare. "Armin Kohl", ha scritto Spiegel dedicandogli un commento e trovando una cosa in comune con il cancelliere dell'unità: "Kohl era in grado di lasciare che i problemi si risolvessero da soli, Laschet è in grado di farlo con gli avversari". "Spesso nella sua carriera politica lo ha aiutato il fatto di essere sottovalutato", ha osservato la Faz, il giornale dei conservatori. Studi di diritto e scienze politiche a Monaco, ex giornalista in Baviera, dove è stato anche editore di un giornale cattolico, Laschet ha una lunga esperienza politica e amministrativa. Nel Bundestag è entrato nel 1994, cinque anni dopo fu eletto al parlamento europeo, nel 2012 è diventato presidente del suo partito nel Nordreno-Vestfalia, che guida come governatore dal 2017.
    Il padre era un minatore, ha raccontato al congresso. E uno degli insegnamenti rimasti impressi nella mente era che "quando si è laggiù nella miniera, non conta da dove venga il tuo collega, di che Paese o religione sia. La cosa importante è che tu ti possa fidare di lui". Un messaggio chiaro anche sulla direzione che darà al partito, restando al centro, nel solco tracciato dalla Merkel. Poi ha mostrato una monetina, facendosi avanti, nello spazio vuoto del congresso digitale. E al gesto inatteso, forse un po' goffo, è succeduta un'altra suggestione azzeccata: "Mio padre mi ha dato il suo marco portafortuna per oggi, e mi ha detto 'dici alla gente che può fidarsi di te' ".

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