Covid: i casi nel mondo superano i 60 milioni

Oltre 1,4 milioni le vittime

Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato i 60 milioni, secondo i dati della Johns Hopkins University. Per la precisione sono 60.037.735 e persone contagiate dal Covid-19 dall'inizio della pandemia. Oltre 1,4 milioni le vittime.

Il semi-lockdown vigente in Germania sarà prolungato fino al 20 dicembre, ha annunciato il ministro presidente della Sassonia-Anhalt Reiner Haseloff, dopo il vertice in via di chiusura a Berlino fra Merkel e i governatori.

Per le festività di Natale, il divieto di contatto verrà ammorbidito in Germania e si consentiranno incontri fino a 10 persone. Lo ha detto Angela Merkel, presentando le nuove misure dopo la riunione con i ministri presidenti dei Laender. "Nessuno dovrà vivere le vacanze di Natale in solitudine", ha ribadito come già detto nei giorni scorsi. Il divieto di contatto viene invece inasprito per le prossime settimane: non saranno possibili incontri oltre le cinque persone di due nuclei abitativi escludendo i ragazzi sotto i 14 anni.

Negli Stati Uniti e' record di contagi da coronavirus: due milioni in due settimane, secondo la banca dati del New York Times. Se la crescita proseguira' a questo ritmo, considerando le inevitabili conseguenze del lungo weekend del Thanksgiving, il numero dei contagi nel mese di novembre potrebbe arrivare a 4,5 milioni, oltre il doppio di tutti i mesi precedenti. Nella giornata di martedi' i morti sono stati almeno 2.100, mai cosi' tanti da maggio.

Sono 170.179 le vittime di Covid-19 in Brasile dall'inizio della pandemia. Lo rivelano i media locali. Nelle ultime 24 ore i morti sono stati 638. I contagi totali sono 6.121.449, di cui 33.445 registrati nell'ultimo giorno.

Il governo giapponese non prevede una nuova chiusura delle scuole, malgrado il recente aumento dei contagi di Covid-19 nel Paese. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Koichi Hagiuda, nel corso di una conferenza stampa, spiegando che l'esecutivo ha esortato gli istituti scolastici a rimanere vigili sul rischio di un'ulteriore diffusione della malattia, ma esclude ordini perentori di una serrata delle lezioni, come accaduto a fine febbraio.

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