'Trump ha scelto', Amy Coney verso la Corte Suprema

E il Senato frena il presidente, 'volonta' popolo va rispettata'

Donald Trump ha ormai scelto con chi rimpiazzare Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema, almeno stando alle fonti del partito repubblicano citate dai media Usa. La nuova giudice che sara' nominata dal presidente americano, salvo clamorose sorprese dell'ultim'ora, e' Amy Coney Barrett, magistrato della corte d'appello di Chicago ed ex assistente del defunto giudice conservatore della Corte Suprema Antonin Scalia, nota per le sue posizioni anti abortiste.
    L'annuncio della Casa Bianca e' atteso nelle prossime ore.
    Quella di Coney e' una scelta fortemente invisa ai democratici che vorrebbero rinviare la nomina a dopo il voto. Al contrario e Trump intende blindare subito con una maggioranza conservatrice (6 giudici di nomina repubblicana contro 3 di nomina democratica) il massimo organo giudiziario Usa. Quell'Alta Corte che potrebbe trovarsi a dirimere innanzitutto le possibili controversie legali dopo l'Election day del prossimo 3 novembre.
    Intanto in Usa ormai si teme apertamente che le elezioni del 3 novembre si trasformino in una crisi istituzionale, con caos e proteste di piazza, dopo che Donald Trump si è rifiutato di impegnarsi ad una transizione pacifica in caso di sconfitta.
    Anche le rassicurazioni della Casa Bianca sembrano fuorvianti perché la portavoce ha dichiarato che "il presidente accetterà i risultati di elezioni libere e giuste". Ma è proprio questo il punto: Trump continua a seminare dubbi sulla legittimità delle elezioni, tanto che poco dopo ha ribadito di non essere sicuro che le elezioni possano essere "oneste" a causa del voto per posta. Un voto che tende a favorire i dem e che probabilmente ritarderà di giorni la proclamazione del vincitore.
    Le preoccupazioni sono così forti che il Senato ha approvato all'unanimità una risoluzione (non vincolante) che riafferma "il suo impegno per il trasferimento ordinato e pacifico del potere richiesto dalla Costituzione degli Stati Uniti". Nel documento si appoggia inoltre l'idea che "non ci devono essere ostruzioni da parte del presidente o di qualsiasi persona al potere per rovesciare la volontà del popolo degli Stati Uniti".
   

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