Coronavirus: oltre mezzo milione di morti nel mondo

Superata la soglia dei 10 milioni di casi

Sono oltre 500.000 le vittime di coronavirus nel mondo, secondo i dati della Johns Hopkins University. I contagi hanno superato i 10 milioni nelle scorse ore. Nel dettaglio i morti per Covid-19 nel mondo sono 500.108I

La Colombia ha registrato ieri 4.149 nuovi casi di coronavirus, il terzo record giornaliero in una settimana e un bilancio che porta il totale dei contagi a quota 88.591: il Paese sudamericano supera così la Cina, che conta 84.726 casi. Allo stesso tempo, riporta la Cnn, in Colombia i morti provocati dal virus sono aumentati a quota 2.939 (+128 rispetto a venerdì). 

Il Brasile ha registrato 38.693 nuovi casi di coronavirus e 1.109 morti nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Salute del Paese, citato dal Guardian. Il Brasile, dove i contagi aumentano di decine di migliaia ogni giorno, conta al momento un totale di 1.313.667 di casi confermato e 57.070 vittime. Il Paese sudamericano è il secondo al mondo per numero di morti e per numero di contagi, dopo gli Stati Uniti.

La Cina ha registrato altri 17 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, di cui tre 'importati' e 14 di origine interna a Pechino: lo ha reso noto la Commissione nazionale perla Sanità (NHC). Secondo la NHC, riporta la Cnn, la Cina registra ad oggi un totale di 83.500 contagi e 4.634 morti.

L'India ha registrato 19.906 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: si tratta del più forte incremento giornaliero dall'inizio della pandemia, ha reso noto oggi il ministero della Sanità, che è stato accompagnato da ulteriori 410 decessi. I nuovi dati portano il bilancio totale dei contagi a quota 528.859 e quello dei morti a 16.095. Finora nel Paese sono guarite 309.712 persone. Lo Stato di Maharashtra segna il numero più alto dei casi (159.133) seguito dalla capitale Delhi (80.188).

L'uso delle mascherine sarà obbligatorio in Iran negli spazi chiusi affollati dalla settimana prossima: lo ha reso noto oggi il presidente iraniano Hassan Rohani, il quale ha inoltre autorizzato numerose province colpite dal coronavirus a reintrodurre misure restrittive. Finora la Repubblica islamica - che registra 220.180 contagi e 10.364 morti - non ha applicato misure di lockdown totale per far fronte alla pandemia e l'uso di mascherine e materiale protettivo è stato facoltativo in nella maggior parte del Paese. Da domani, tuttavia, ed almeno fino al 22 luglio - ha detto Rohani - le mascherine saranno "obbligatorie negli spazi chiusi ove vi siano assembramenti" di persone. Il ministero della Sanità ha già messo a punto una lista con i luoghi interessati ma non è entrato nei dettagli.

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in Russia ha superato la soglia dei 9.000: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell'università americana in Russia sono decedute finora 9.060 persone su un totale di 633.542 contagi confermati. Le persone guarite sono 398.311.

La situazione dell'epidemia di coronavirus a Pechino è ancora "grave e complessa", dopo il nuovo rimbalzo dei contagi registrato nelle ultime settimane. Lo hanno spiegato le autorità locali, che hanno disposto il lockdown per quasi mezzo milione di persone in un'area vicino alla capitale cinese. Con l'obiettivo di scongiurare una seconda ondata. Il confinamento è scattato nel cantone di Anxin, situato a 60 chilometri a sud di Pechino, nella provincia settentrionale di Hebei. Undici casi legati alla recrudescenza dell'epidemia a Pechino sono stati identificati lì, ha reso noto il quotidiano semi-ufficiale Global Times.

L'Algeria registra per il secondo giorno consecutivo un record negativo giornaliero per quanto riguarda la crescita dei contagi da coronavirus. Sono infatti 305 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore che portano a 13.272 il bilancio totale dei contagiati nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 897. "La situazione rischia di esplodere e di diventare incontrollabile", ha dichiarato il responsabile del reparto di cardiologia del Chu Nafissa-Hamoud (ex-Parnet) d'Hussein-Dey di Algeri, Djamel Eddine Nibouche, visto "il tasso di crescita esponenziale della malattia". Nibouche consiglia per questo motivo di aumentare i centri di isolamento ove poter ospitare e curare i positivi, per permettere così di non sovraccaricare gli ospedali.

In Croazia, dove tra una settimana si vota per le legislative, da ieri si sono registrati 67 nuovi casi di Covid-19 e un decesso, il primo in due settimane. Lo ha riferito l'Unità di crisi della Protezione civile. Dopo quasi un mese in cui la situazione epidemiologica in Croazia si era mantenuta a livelli molto contenuti, con in media uno o due casi di positività al giorno, da una decina di giorni il coronavirus ha ripreso a circolare e ora si registrano tra i cinquanta e i cento casi al giorno. I decessi finora sono stati 108. I casi attivi di infezione sono 435.

Le speranze riposte sul caldo torrido, che alcuni nei mesi scorsi nutrivano per frenare il coronavirus, non sembrano trovare conferma nei Balcani dove proprio con l'arrivo delle alte temperature estive ha ripreso vigore l'avanzata dei contagi. L'aumento dei casi è generalizzato e in vari Paesi della regione si prospetta la reintroduzione di misure restrittive abolite nelle scorse settimane. In Serbia, dove si sono tenute elezioni legislative una settimana fa e gli stadi sono tornati a riempirsi di tifosi accalcati e turbolenti, nelle ultime 24 ore si sono registrati 254 nuovi contagi e altre tre decessi, con i totali saliti a 14.046 e 230. Le terapie intensive sono tornate ad aumentare e sono ora 31, tre volte di più rispetto a qualche settimana fa. I nuovi casi di coronavirus sono stati da ieri 291 in Romania, dove si sono registrati altri 23 decessi. In tale Paese, il più duramente colpito della regione, i contagi sono in tutto 26.313, i morti 1.612. Anche in Macedonia del Nord prosegue il trend al rialzo dei contagi, che sono stati da ieri 176, nove i morti. In tutto i casi di Covid-19 sono stati finora 6.080, con 274 vittime. In Macedonia del Nord si voterà il 15 luglio per le elezioni parlamentari. Da ieri si sono registrati 112 nuovi casi di infezione in Bulgaria, con il totale salito a 4.624, mentre un altro morto ha portato a 216 il numero delle vittime. In crescita i contagi anche in Bosnia-Erzegovina, 108 in più da ieri, per un totale di 4.189, le vittime sono state in tutto 178. La ripresa dei casi riguarda anche la Slovenia, sul punto qualche settimana fa di proclamare la fine dell'epidemia. I contagi sono stati nove da ieri, il numero dei decessi è fermo a 111. Dodici i nuovi contagi in Montenegro, che la fine dell'epidemia l'aveva ufficialmente dichiarata e dove ora si registrano in tutto 157 nuovi contagiati.

Israele si trova "all'inizio di una nuova ondata di malattia": lo ha affermato oggi il ministro della sanità Yoel Edelstein in un intervento televisivo, al termine di una prima consultazione ministeriale sulla lotta al coronavirus che proseguirà anche domani. "Ho sottoposto oggi al governo - ha affermato - alcune misure non piacevoli ma rese obbligatorie dalla situazione per fermare il virus adesso, e non dover ricorrere poi ad un lockdown del mercato". In particolare ha menzionato nuove misure restrittive ad eventi religiosi come matrimoni, cerimonie ebraiche di maggiore età o circoncisioni. Sono previste inoltre limitazioni alle preghiere nelle sinagoghe e ad altri raggruppamenti di persone. Misure particolari dovranno essere adottate, a suo parere, anche negli atenei. Inoltre sarà incoraggiato il lavoro da casa, in particolare fra i dipendenti pubblici. Provvedimenti concreti in tal senso potrebbero essere annunciati domani.

Mentre le autorità palestinesi esprimono crescente allarme per la diffusione del coronavirus in Cisgiordania, il governatore di Betlemme Kamil Hmeid ha anticipato che da domani anche Betlemme, come Hebron e parte di Nablus, sarà chiusa in via temporanea, come nel marzo scorso. Si tratta per ora, secondo il Times of Israel, di una chiusura di 48 ore. Nei giorni scorsi le autorità avevano peraltro imposto la chiusura anche del popoloso campo profughi di Aida, presso Betlemme. Secondo dati diffusi oggi dalla ministra della sanità Mai al-Khaileh i casi positivi fra i palestinesi di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est hanno raggiunto oggi la cifra di 2.112: oltre il doppio del loro numero complessivo di appena una settimana fa. Il focolaio principale è a Hebron, dove secondo il ministero della sanità locale la situazione è ormai allarmante. Nel 60 per cento dei casi le autorità attribuiscono la repentina impennata dei contagi ad una una mancata osservanza del distanziamento sociale. Per questa ragione, ha spiegato il premier Mohammed Shtayeh, si rende necessaria la chiusura delle località più colpite.

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