Di Maio, stop a armi e mercenari verso la Libia

Per il ministro degli Esteri sul campo prosegue l'escalation ed è necessario procedere presto alla nomina di un nuovo rappresentante Onu

"E' necessario che il trasferimento di armi e mercenari verso la Libia cessino" e su questo fronte una corretta gestione dell'operazione Irini può essere di aiuto. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio riferendo in commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato sulla situazione in Libia.

Il ministro ha ribadito "la ferma condanna espressa" per l'attacco vicino alla residenza del nostro ambasciatore a Tripoli condotto dalle milizie di Haftar, "segno di disprezzo dei diritti internazionali e della vita umana, alla quale si sono associati tutti i partner europei".

Di Maio ha riferito che sul campo "prosegue l'escalation e c'è il rischio di uno scontro sempre più violento, resta valida l'analisi secondo cui nessuna delle due parti sia in grado di prevalere militarmente ma il perseguimento della fragile tregua e del cessate il fuoco appare come un obiettivo ancora difficile da raggiungere".

"Inutile dire che la crisi sanitaria del Covid-19 - ha aggiunto - ha prodotto un rallentamento generale" del processo politico in Libia "e proprio in queste ore stiamo dando come Italia un rinnovato impulso. È fondamentale adoperarsi per un pieno rilancio degli esercizi di Berlino in termini di dialogo intra-libico, in particolare in ambito militare e politico".

"L'Italia ha chiesto lo stop di interferenze esterne e si è fatta promotrice" di un intervento dell'Unione europea. In questo senso, secondo Di Maio "un importante risultato è l'operazione Irini, la missione che ha come priorità il controllo dell'embargo Onu delle armi sulla Libia. L'Italia si è assicurata il comando della nuova operazione. Sulla base di questo impegno siamo determinati alla massima imparzialità affinché qualunque violazione dell'embargo venga pubblicamente denunciata".

"Serve una de-escalation immediata del conflitto" e "un vero cessate il fuoco. Non esiste - lo ripeto - una soluzione militare alla crisi". "La Libia - ha proseguito - è ad un passaggio cruciale. Il rischio di un'ulteriore inasprimento del conflitto, con il coinvolgimento sempre più massiccio di attori esterni, è evidente. Ed è purtroppo molto concreto. Si tratta di una prospettiva drammatica che stiamo cercando di evitare in ogni modo, con gli strumenti della diplomazia. Strumenti che però non hanno i tempi delle armi". "La stabilizzazione duratura e sostenibile della Libia - ha aggiunto - rimane una priorità assoluta per il Governo italiano, a tutela del nostro interesse nazionale, del futuro del popolo libico e della stabilità dell'intera regione euro-mediterranea".

Infine Di Maio ha sottolineato che l'Italia chiede che "si colmi il vuoto politico seguito alle dimissioni di Salamè, al quale va il nostro ringraziamento. E' necessario procedere quanto prima alla nomina del nuovo rappresentante speciale del segretario dell'Onu".

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