Le stragi jihadiste negli Usa dopo l'11/9

Dai fratelli ceceni di Boston fino al massacro di Orlando

Redazione ANSA

Dopo l'11 settembre, il terrorismo di matrice jihadista ha continuato a bersagliare gli Stati Uniti in diverse occasioni. L'attentato di Orlando, nel 2016, è stato il più sanguinoso.

* BOSTON, 15 APRILE 2013 - Due bombe artigianali vengono fatte esplodere simultaneamente vicino all'arrivo della maratona di Boston. Tre persone muoiono e altre 264 restano ferite tra gli spettatori. I responsabili sono i due fratelli Carnaev, di origini cecene. Uno dei due viene ucciso durante una sparatoria presso il Mit di Cambridge da una guardia del campus, l'altro viene arrestato e condannato a morte.

* DALLAS, 3 MAGGIO 2015 - Due uomini aprono il fuoco alla periferia di Dallas in un centro dove si svolge un concorso sulle caricature di Maometto e cui è invitato il deputato olandese ultraconservatore Geert Wilders. L'Isis afferma che l'attacco è stato condotto da suoi simpatizzanti.

* SAN BERNARDINO, 2 DICEMBRE 2015 - Una coppia armata apre il fuoco durante una festa del personale di un centro per disabili. Le vittime sono 14. Il giovane pachistano e la moglie americana vengono uccisi dalla polizia. L'Isis rivendica l'attacco.

* CHATTANOOGA, 16 LUGLIO 2015 - Mohammad Youssef Abdulazeez, naturalizzato americano ma nato in Kuwait, assalta un centro di reclutamento a Chattanooga, in Tennessee, uccidendo cinque militari, prima di essere ucciso dalla polizia.

* ORLANDO, 11 GIUGNO 2016 - Nella notte tra l'11 e il 12 giugno 2016, Omar Mateen, 29 anni, entra nel Pulse, un locale gay, e apre il fuoco all'impazzata con armi automatiche. Il bilancio fu di 49 morti e 58 feriti. Poco dopo aver iniziato l'assalto, Mateen chiamò il 911 proclamando la sua adesione allo Stato islamico. Fino al massacro di Las Vegas, è stata la sparatoria più sanguinosa nella storia Usa

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