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Migranti: Renzi, il primo muro è la paura

A Firenze 'The State of the Union', le sfide dell'Europa

ROMA - "Il primo muro è quello della paura: se si gioca la carta della paura, dei muri, si sa dove si inizia e non dove si finisce". Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo a Firenze allo 'State of the Union', ribadendo: "Noi proponiamo di aiutare" l'Africa, di aiutare i migranti "a casa loro, di investire in cooperazione internazionale. Proponiamo investimenti diversi".

C'e' attesa oggi a Firenze per l'intervento di Matteo Renzi alla giornata clou della sesta edizione di 'The State of the Union', la Conferenza organizzata dall'Istituto Universitario Europeo dedicata quest'anno al tema delle 'Donne in Europa e nel mondo' ma anche, inevitabilmente, ai grandi dossier dei migranti e delle questioni dedicate alla sicurezza. "Oggi alcuni partiti e governi vogliono costruire divisioni con barriere, recinzioni e confini: la storia ci ha insegnato che con le barriere non si risolvono i problemi, ma si creano solo guerre e tragedie. Questi Stati non si possono definire europei", ha detto, aprendo la giornata in Palazzo Vecchio, il sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella. "L'Europa che promuove apertura, coraggio, civiltà", ha aggiunto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, è nella foto di Tess Asplund, la donna nera che da sola ha sfidato in Svezia, due giorni fa, "a testa alta e con il pugno alzato, contro un corteo di neonazisti", e quindi contro "l'Europa che alza muri e che si rinchiude in se stessa". Ma le donne sono anche altre. Quelle che lasciano l'Europa per combattere con lo Stato islamico. "non dobbiamo trascurare questo fenomeno, dobbiamo studiarlo, approfondirlo per capirne i motivi", ha affermato Monica Maggioni, presidente Rai. Ci sono anche i rapporti con la Russia di fronte a un'Europa sempre più preoccupata per la sua sicurezza. E nel Salone dei Cinquecento è intervenuto anche il consigliere di Vladimir Putin, Andrey Fursenko, ricordando a tutti che nei rapporti tra Europa e Russia dobbiamo trovare "una strategia dove si vince entrambi" e "non politiche degli uni contro gli altri".

Isis: Maggioni, studiare ruolo donne europee combattenti  - "Credo che non dobbiamo trascurare questo fenomeno, dobbiamo studiarlo, approfondirlo per capirne i motivi". Lo ha affermato Monica Maggioni, presidente della Rai, parlando delle ragazze che lasciano l'Europa per combattere con Daesh nel corso della conferenza The State of The Union a Firenze. Maggioni, a lungo inviata di guerra in Medio Oriente, vede "una specie di combinazione di fattori", per il reclutamento: "Usano le stesse tecniche che usano per reclutare i giovani uomini - ha detto - cercano personalità che vogliono essere al centro dell'attenzione, che vorrebbero essere leader della storia, essere l'eroe di una storia, come di un film. Questa è una parte importante: ma dall'altra parte ci sono anche giovani donne che si sentono parte di una rete, e costruiscono quelle parti della rete che servono agli altri per agire".

 

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