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Ucraina: telefonata Merkel-Putin-Poroshenko su tregua

Poroshenko-Kerry: ''Preoccupano violazioni''. Kiev: 'Non ci sono premesse ritiro armi pesanti'

In una telefonata con Vladimir Putin e Petro Poroshenko, Angela Merkel ha rivendicato "la realizzazione degli accordi di Minsk". Lo dice il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, in una nota relativa all'ultima telefonata fra i tre leader. Merkel e Poroshenko, si legge ancora, hanno fatto appello al presidente russo affinché usi la sua influenza per fermare il fuoco dei separatisti. Da oggi, al più tardi, dovrebbe iniziare il ritiro delle armi pesanti.  Angela Merkel, Vladimir Putin e Petro Poroshenko hanno "concordato passi concreti per rendere possibile una missione di controllo da parte dell'Osce"

Usa "gravemente preoccupati", minacce a tregua
"Gli Stati Uniti sono gravemente preoccupati dal deterioramento della situazione a Debaltseve e nei suoi dintorni, nell'Ucraina orientale": lo afferma il Dipartimento di Stato americano.

Kiev, non ci sono premesse ritiro armi pesanti

A Debaltseve si combatte in ogni strada. Per ora "non ci sono le premesse per il ritiro delle armi pesanti" dal fronte sud-est ucraino perché la tregua non è rispettata. Lo ha detto il portavoce delle forze armate di Kiev, Andrii Lisenko, all'Interfax. "Il ritiro delle armi pesanti può essere effettuato solo dopo la realizzazione del primo punto dell'intesa di Minsk, il cessate il fuoco".  Il primo canale della tv russa ha mostrato una colonna di soldati ucraini che si arrende ai ribelli filorussi a Debaltsevo, dopo gli scontri per il controllo di questo strategico snodo ferroviario. Si tratta di 72 militari. Kiev sostiene invece che un gruppo di soldati e' caduto in un'imboscata ed è stato fatto prigioniero.

La situazione in Ucraina e' "fragile": lo ha detto a Berlino la cancelliera Angela Merkel, appellando le parti a rispettare il cessate il fuoco deciso a Minsk. Non c'e' "nessuna garanzia" che il cessate il fuoco tenga "e' una strada estremamente difficile", ha detto riferendosi in particolare alla citta' di Debalzewo.

Poroshenko, escalation minaccia pace nel mondo  L'escalation del conflitto nell'est ucraino "minaccia non solo l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina ma anche la sicurezza in Europa e in tutto il mondo": lo sottolinea il presidente ucraino Poroshenko in un appello ai Paesi del negoziato di Minsk (Ucraina, Russia, Germania, Francia) e a quelli Ue e Nato che lo hanno appoggiato.

Almeno cinque militari ucraini sono morti e altri 25 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nei combattimenti nel Donbass, nonostante la tregua scattata alla mezzanotte tra sabato e domenica. Lo riferisce il portavoce delle forze armate ucraine, Andrii Lisenko, citato dall'agenzia Unian. Almeno tre volontari del battaglione pro-Kiev 'Donbass' sono stati uccisi dall'inizio della tregua a Shirokine, vicino a Mariupol, mentre altri nove sono rimasti feriti. Lo sostiene il comandante del battaglione Semion Semencenko, eletto deputato lo scorso ottobre, citato dall'agenzia Unian. L'organizzazione 'Difesa di Mariupol' aveva denunciato prima su Facebook la morte di cinque volontari del battaglione ultranazionalista 'Azov' sempre non lontano dall'importante citta' sul Mar Nero.

Separatisti e governativi in Ucraina si accusano a vicenda di violare la tregua scattata alla mezzanotte tra sabato e domenica nel sud-est ucraino. Le forze armate di Kiev puntano il dito contro i ribelli sostenendo che hanno bombardato il quartiere Panfilovka di Donetsk (roccaforte dei separatisti) per poi accusare gli ucraini di non rispettare la tregua. I ribelli a loro volta accusano i militari di aver bombardato l'aeroporto di Donetsk proprio mentre un leader separatista, Eduard Basurin, era lì con dei reporter.

 

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