• Porte aperte e distanza, le nuove regole a scuola a Berlino

Porte aperte e distanza, le nuove regole a scuola a Berlino

Lavaggio delle mani ogni due ore, si mangia da soli e niente chiacchiere

Porte delle aule sempre aperte, divieto di toccare maniglie e corrimano, lavaggio delle mani ogni due ore, entrate e uscite scaglionate e divieto di chiacchierare in cortile dopo l'ultima campanella. Sono alcune delle regole anti-virus per il rientro a scuola in Germania, dove i ragazzini devono rispettare norme rigidissime, come racconta 'Altre Storie'. La Newsletter di Mario Calabresi riporta il regolamento della 'Herman Nohl', una scuola pubblica italo-tedesca e le prime impressioni di uno dei suoi studenti, Samuele, 11 anni, colpito soprattutto dal "silenzio di tomba" che c'è ora nei corridoi. E sì, perché il distanziamento sociale attutisce e frena il tipico vociare scolastico, soprattutto a mensa dove, racconta Samuele, "mangiamo da soli", oppure all'entrata e all'uscita, scaglionate e divise per classi con il divieto di fermarsi nei cortili a chiacchierare. "Immediatamente dopo la fine della lezione gli alunni devono avviarsi verso casa", recita il regolamento. Che riguarda i ragazzini della sesta elementare (la nostra prima media), i primi a rientrare in aula. Samuele non nasconde un certo spaesamento. Il primo giorno, racconta, "ci si guardava intorno tutti un po' disorientati". Anche perché il margine di manovra per garantire la sicurezza dei ragazzi è davvero ristretto: in classe non ci si può muovere senza autorizzazione, la distanza tra gli alunni deve essere di un metro e mezzo, nei banchi doppi un posto deve restare vuoto, i percorsi di entrata e uscita sono differenziati, le classi divise a metà. "Non possiamo andare alla cattedra, non ci possiamo alzare dal posto, non possiamo toccare la lavagna", dice Samuele. E anche in cortile, a ricreazione, le cose sono inevitabilmente cambiate: "Il problema è che comunque non possiamo toccarci, neanche una pacca sulle spalle. Corriamo e ci muoviamo tenendo le distanze, parlandoci a distanza", racconta ancora Samuele. Che comunque assicura: "Sono molto contento, non ne potevo più di fare i compiti a casa da solo".

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