Siria, dagli Usa 50 tonnellate di munizioni ai ribelli

Sono stati 55 i raid della Russia su 53 obiettivi Isis. Nelle ultime 24 ore colpite province Homs, Hama, Latakia e Idlib

Gli Stati Uniti hanno fornito nelle ultime ore almeno 50 tonnellate di munizioni ai ribelli anti-Assad nel nord della Siria. Lo riferisce la Cnn. Il materiale e' stato paracadutato nella notte tra domenica e lunedì da alcuni aerei cargo. 

Le forze aeree russe hanno compiuto nelle ultime 24 in Siria ore 55 uscite contro 53 obiettivi dell' Isis: lo riferisce Igor Konoshenko, portavoce del ministero della difesa. Gli attacchi hanno riguardato le province di Homs, Hama, Latakia e Idlib.

Ue, regime Assad non può essere partner lotta a Isis - I "responsabili di crimini di guerra e crimini contro l'umanità in Siria devono risponderne", la Ue "ribadisce la richiesta al consiglio di sicurezza dell'Onu perché riferisca la situazione alla Corte penale internazionale" e "sostiene gli sforzi della coalizione internazionale contro l'Isis" ed afferma che "il regime di Assad non può essere considerato un partner nella lotta contro l'Isis". E' scritto nelle conclusioni del Consiglio esteri, che ha confermato e approvato la bozza circolata nel fine settimana.

Ue, non può esserci pace se resta Assad - "Non può esserci pace duratura in Siria con l'attuale leadership e finché non saranno affrontate le legittime rimostranze di tutte le componenti della società siriana". E' scritto nella conclusioni del Consiglio Esteri che ha approvato la bozza circolata nel fine settimana. I ministri danno poi "pieno supporto" al lavoro dell'inviato Onu Staffan de Mistura per "costruire un binario politico", compresa la proposta "per i gruppi di lavoro intra-siriani".

 Ue, Russia cessi immediatamente attacchi a moderati - Gli attacchi della Russia su obiettivi che "vanno oltre l'Isis" ed i gruppi designati terroristici dall'Onu sono motivo di "profonda preoccupazione" per la Ue e "devono cessare immediatamente", così come "le violazione russe dello spazio aereo dei paesi vicini" della Siria. Lo affermano i ministri degli Esteri Ue nelle conclusioni del Consiglio, in cui affermano che "l'escalation militare rischia di prolungare il conflitto, mina il processo politico, aggrava la situazione umanitaria e aumenta la radicalizzazione".

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