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Terrorismo: Renzi, via norma su computer

Premier, tema delicato, verrà affrontato in ddl intercettazioni. Il provvedimento in Aula alla Camera

Il Governo fa retromarcia sul decreto anti-terrorismo e fa stralciare la norma (presentata e fatta approvare dal viceministro Bubbico) che autorizzava la polizia a "entrare" nei Pc con programmi "da remoto" per intercettare le comunicazioni via web dei sospettati di terrorismo. Il premier Matteo Renzi ha fatto sapere di essere stato lui a far stralciare il comma, il che ha provocato un po' di imbarazzo nella maggioranza. Comunque è arrivato il plauso del Garante per la privacy, Antonello Soro e del Consiglio d'Europa. Il tema, ha detto il ministro Angelino Alfano, sarà affrontato nell'ambito del ddl sulle intercettazioni. La norma al centro del dibattito non era nel testo originario del decreto, approvato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio. Tuttavia durante l'esame da parte delle commissioni Giustizia e Difesa della Camera, l'esecutivo aveva presentato per mano del viceministro dell'Interno Filippo Bubbico un emendamento (2.100) il 18 marzo, che conteneva l'autorizzazione per la polizia a ricorrere al controllo "da remoto" di Pc, Smartphone o Tablet per intercettare le comunicazioni tra i sospettati di terrorismo. Il controllo "da remoto" non intercetta solo le comunicazioni ma "entra" nel Pc stesso. In commissione l'emendamento è stato approvato il 19 marzo con il solo M5s che ha protestato. Martedì era stato il Garante della privacy a sollevare "perplessità" sulla misura, al momento del via libera definitivo al decreto da parte delle Commissioni, ma il "caso" è scoppiato solo mercoledì, quando è stato pubblicato il nuovo testo approdato quel giorno in Aula. Stamani l'Aula ha rinviato il decreto brevemente alle commissioni, dove è stata stralciata lo norma incriminata, e ne è stata modificata un'altra criticata da Soro. Renzi ha subito rivendicato il merito dello stralcio, ma la decisione, da un punto di vista della procedura parlamentare, lascia intendere che la norma verrà ripresentata in termini molto simili. Infatti se la si voleva togliere dal tavolo definitivamente, sarebbe bastato votare gli emendamenti abrogativi di Stefano Quintarelli (Sc) e di Arcangelo Sannicandro (Sel). Una bocciatura, tuttavia, inibisce la ripresentazione di un testo in un'Aula parlamentare, in base al principio del "ne bis in idem", mentre lo stralcio non pregiudica una nuova riproposizione, dato che sul testo non c'è stato alcun pronunciamento dell'Aula. Sta di fatto che tanto Antonello Soro che il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks hanno plaudito allo stralcio, con tanto di complimenti a Renzi. Sia il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico che il titolare del Viminale Alfano hanno spiegato che del tema se ne riparlerà nel ddl sulle intercettazioni, dove l'argomento del controllo delle comunicazioni verrà affrontato in maniera organica. La Camera ha concluso il voto sugli emendamenti al decreto e martedì si svolgerà quello finale, dopo di che la parola passerà al Senato.

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