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Elezioni USA, come influenzano i mercati e gli investitori

Quanto influiscono le elezioni USA sul mercato azionario e sui rendimenti di portafoglio? Gli investitori a lungo termine dovrebbero davvero preoccuparsi dell’esito delle elezioni? Questi sono gli interrogativi che i professionisti della finanza si trovano ad affrontare mentre ci avviciniamo al 3 novembre. Martyn Hole, investment director di Capital Group, ha identificato cinque modi in cui le presidenziali influenzano i mercati e il comportamento degli investitori. Ecco quali:

 

1. I mercati tendono a prevedere i risultati delle elezioni. Una semplice metrica borsistica ha correttamente previsto il vincitore in 20 delle ultime 23 elezioni presidenziali svoltesi dal 1936 - un record che potrebbe far ingelosire anche i migliori sondaggisti. Se l'indice S&P 500 è in rialzo nei tre mesi precedenti il giorno delle elezioni, di solito vince il partito in carica. Se i mercati sono in ribasso in quel periodo, generalmente vince il partito avversario. Quando il clima politico ed economico è più impegnativo, c'è una maggiore probabilità che la controparte vinca. Il mercato sconta l'ulteriore incertezza dell'esito delle elezioni e dei possibili cambiamenti politici, che possono portare a una maggiore volatilità. Dal 1912, solo una volta il presidente è stato rieletto avendo gestito una recessione a due anni dalle elezioni. Anche se questa tendenza può essere interessante, gli investitori non dovrebbero usarla come scusa per cercare di prendere il tempo ai mercati. Tradizionalmente, sia che l'incumbent vinca o perda, la volatilità indotta dalle elezioni è stata solitamente di breve durata e ha rapidamente lasciato il posto a mercati rialzisti.

 

2. Gridlock o sweep? Le azioni sono salite in entrambi i casi. La storia dimostra che le azioni hanno fatto bene indipendentemente dalla compagine a Washington. Le elezioni di quest'anno si concluderanno quasi certamente con un governo riunito sotto una “blue wave” o con un congresso diviso, cosa che potrebbe accadere sia con una vittoria di Trump che di Biden. Gli elettori potranno avere una forte preferenza, ma gli investitori dovrebbero trarre conforto dal fatto che entrambi gli scenari hanno storicamente prodotto forti rendimenti azionari.

 

3. I mercati hanno avuto un andamento rialzista indipendentemente dal partito vincente. Le elezioni non hanno fatto sostanzialmente alcuna differenza per quanto riguarda i rendimenti degli investimenti a lungo termine. Allo stesso modo, nemmeno il partito al potere ha fatto una differenza significativa per il mercato azionario. Mantenendo un'attenzione a lungo termine, gli investitori possono posizionarsi per un futuro più luminoso indipendentemente dall'esito elettorale.

 

4. Gli investitori si fanno spesso più cauti negli anni elettorali. Gli investitori hanno riversato le proprie risorse nei fondi del mercato monetario, tradizionalmente uno dei veicoli d'investimento a più basso rischio, in misura molto maggiore negli anni elettorali. Per contro, i fondi azionari hanno registrato i maggiori afflussi netti nell'anno immediatamente successivo. Ciò suggerisce che gli investitori vogliono ridurre al minimo il rischio durante gli anni elettorali e attendere che l'incertezza si plachi prima di tornare a investire in asset più rischiosi, come le azioni. Ma il market timing è raramente una strategia d'investimento vincente e può rappresentare un grosso problema per i rendimenti di portafoglio.

 

5. Il passaggio alla liquidità negli anni elettorali può ridurre i rendimenti a lungo termine del portafoglio. È troppo presto per sapere quale sarà l'impatto della fuga verso la liquidità di quest'anno sui rendimenti a lungo termine. Ma con l'S&P 500 in rialzo di oltre il 50% dal minimo di marzo e con le vendite nette di azioni che continuano per tutto l'anno, è lecito supporre che molti investitori abbiano perso almeno una parte di questo potente rally azionario e siano rimasti in disparte in vista delle elezioni di novembre.

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