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Fixed Income, cinque domande chiave per gli investitori

La crisi causata dal Covid-19 ha generato possibili opportunità nell’ambito degli investimenti a reddito fisso. Ariel Bezalel, head of strategy, and Harry Richards, fund manager, Fixed Income di Jupiter AM, evidenziano le cinque domande chiave che dovrebbero porsi gli investitori Fixed Income.

 

1. I mercato potrebbero subire un'altra crisi di liquidità? "Con una politica così aggressiva che supporta gli asset di rischio, è difficile capire cosa potrebbe provocare un'altra crisi di liquidità nel prossimo futuro", afferma Bezalel. "Avendo avuto la "fase di liquidazione" a marzo, ci aspettiamo di vedere una "fase di insolvenza" più avanti nel corso dell'anno, quando i fallimenti cominceranno a crescere e le aziende si muoveranno per ristrutturare il loro debito", aggiunge l'esperto.

 

2. In quale scenario aggiungereste maggior rischio alla strategia? "Abbiamo già aumentato il rischio di credito nella strategia", dichiara Richards. "L'allocazione al credito investment grade è passata da circa il 9% prima della crisi a circa il 16% oggi. È difficile giustificare il fatto di essere corti sul credito, visto che i policy maker hanno detto che faranno 'tutto il necessario' per sostenere le aziende. Ecco perché a marzo, quando gli stimoli fiscali e monetari sembravano probabili, abbiamo venduto le posizioni short sui CDS sui mercati high yield e investment grade statunitensi ed europei, pari al 10% del portafoglio. Abbiamo utilizzato la debolezza del mercato per acquistare credito investment grade di alta qualità di società con ricavi e utili resilienti, che pensiamo possano sopravvivere per tutto il ciclo economico", aggiunge il manager.

 

3. Siete rialzisti sul dollaro USA. L'entità degli stimoli monetari e fiscali negli Stati Uniti non sarà negativa per il dollaro sul medio termine? "No, perché la forte espansione monetaria e fiscale sta avvenendo ovunque, non solo negli Stati Uniti", afferma Bezalel. "Pensiamo che la forza del dollaro continuerà nel medio termine, anche se non sarà priva di volatilità. Nel lungo termine, la posizione del dollaro USA come valuta di riserva mondiale appare tanto più vulnerabile quanto più il dollaro continua a rafforzarsi", aggiunge l'head of strategy.

 

4. State evitando completamente i mercati emergenti? Cosa pensa del tema della strategia sui prodotti di proteine? "Siamo preoccupati per i mercati emergenti, molti dei quali sono vulnerabili al dollaro forte, al calo dei prezzi delle materie prime, al rallentamento della crescita cinese, e hanno infrastrutture più deboli per far fronte alle ricadute di Covid-19", precisa Bezalel. "Nella strategia, la nostra esposizione ai mercati emergenti si aggira intorno al 10%. Abbiamo una posizione short dell'1% sul debito dei mercati emergenti sotto forma di credit derivative swap. Siamo ancora molto costruttivi sul debito dei produttori di proteine - la domanda globale di carne di manzo e pollame da parte di produttori in luoghi come il Brasile continua ad essere forte", aggiunge l'esperto.

 

5. Quando la crisi di Covid-19 migliorerà e i paesi usciranno dall'isolamento, potremo vedere il ritorno dell'inflazione soprattutto in considerazione dell'aggressivo stimolo fiscale e monetario? "Nel breve termine siamo fortemente convinti che le forze deflazionistiche avranno la meglio, ma guardando più in avanti nel futuro, dobbiamo rimanere attenti alla potenziale introduzione di politiche che potrebbero rivelarsi inflazionistiche", dichiarano gli esperti. "Se l'inflazione diventasse una preoccupazione sostanziale, sfrutteremmo la piena flessibilità del mandato per riposizionare la strategia da attuare in questo tipo di ambiente. Ma pensiamo che quel momento sia ancora qualche anno nel futuro. Fino ad allora, con i fattori deflazionistici del debito eccessivo e dell'invecchiamento demografico ancora intatti, continueremo a mantenere una posizione di rilievo nei titoli di Stato con rating AAA, accanto a opportunità di credito difensive e altamente selettive", concludono i manager.

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