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Shock petrolio, quali conseguenze per i mercati

Il costo del barile è sceso del 30% in un solo giorno, a causa della decisione dell'Arabia Saudita di aumentare la produzione per danneggiare Russia e Stati Uniti. Quali sono le conseguenze per i mercati? Il commento di alcune delle principali società di gestione: La Française, Schroders, UBP e UBS Asset Management.

 

"In termini di choc per la domanda e l’offerta, questo è forse lo scenario peggiore per il mercato del petrolio sin dagli anni trenta", ha commentato François Rimeu, senior strategist di La Française AM. "L’IEA ha dichiarato oggi che vi è già un surplus di circa 3,6 milioni di barili al giorno e noi riteniamo che questo eccesso di offerta possa salire fino a oltre 5 milioni di barili al giorno durante il secondo trimestre". Quali sono le conseguenze per i mercati? Secondo lo strategist le ripercussioni saranno negative per i produttori di shale oil negli USA e ovviamente, per i break-even d’inflazione. Saranno invece molto positive per le obbligazioni di Stato dei paesi del G7 e per i paesi europei che importano la maggior parte del petrolio che consumano.

 

Con la prospettiva di un’Arabia Saudita che intende aumentare le esportazioni, il mercato del petrolio potrebbe vedere un accumulo continuativo delle scorte per tutto il 2020. Questo è il motivo per cui il prezzo del greggio è crollato del 30% in una sola notte. "Se il prezzo del petrolio recupererà, la risposta in termini di offerta da parte delle società petrolifere quotate sarà la più limitata di sempre", ha dichiarato Mark Lacey, head of commodities di Schroders. Quindi quali saranno le implicazioni nel lungo termine? Secondo Lacey i rischi per gli equilibri del petrolio nei prossimi mesi riguardano decisamente la domanda e il fatto che nel breve termine sarà inevitabile un ampio accumulo di scorte. "Di conseguenza, ironicamente, il modo in cui vediamo il mercato del petrolio è semplice. Più resteremo fissi sui prezzi attuali, più l’offerta verrà rimossa dall’industria", ha specificato l'esperto. In merito a quali sono le misure che devono adottare gli investitori nel lungo termine, Névine Pollini, equity analyst di Union Bancaire Privée (UBP), ha dichiarato: "Riteniamo che il mercato del petrolio si trovi di fronte a una combinazione letale: eccesso di produzione a livello globale e rallentamento della crescita economica globale. Evitiamo il settore, e continuiamo a mantenere una posizione underweight come abbiamo raccomandato da settembre 2019".

 

In risposta alla diffusione dell’epidemia da coronavirus e ai rischi di contagio dovuti al calo del prezzo del petrolio, gli analisti di UBS Asset Management si aspettano ulteriori tagli dei tassi d'interesse e un'espansione dei bilanci delle banche centrali nelle principali economie, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Eurozona e Giappone. Ma l'efficacia della politica monetaria è ridotta, almeno sul breve termine, dall'impatto del coronavirus sulla crescita economica. "A nostro avviso si tratta di un cambiamento radicale nella spesa fiscale delle principali economie, che rappresenta la chiave per rafforzare le aspettative di crescita e migliorare la fiducia degli investitori", spiegano gli analisti. "E se i policy maker sono in grado di scongiurare il contagio e la recessione, c'è spazio per un netto rimbalzo della crescita economica e delle attività a rischio, visti i vantaggi di una politica monetaria allentata e di un prezzo basso del petrolio".

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