Economia

Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Portafoglio azionario responsabile, non più una moda, una necessità

Alcuni investitori sono convinti che investire con approccio sostenibile sia ancora di nicchia, ossia che sia possibile investire solo in un basket di titoli alquanto limitato. Non c’è affermazione più inesatta. A dimostrarlo sono anche studi di settore come quello condotto da AllianceBernstein (leggi il white paper AllianceBernstein, in italiano) che evidenzia come l’investire con un approccio sostenibile non limita necessariamente il portafoglio a un segmento ristretto del mercato, bensì può essere applicato a un universo di azioni globali molto più ampio di quanto si possa credere e possa sembrare. Per questo gli investitori che desiderano perseguire l’obiettivo della sostenibilità degli investimenti non dovrebbe preoccuparsi di tale fattore.

 

“La nostra ricerca rivela il contrario: le società in linea con gli SDG (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite) operano infatti in un’ampia varietà di settori e paesi. Abbiamo identificato le società con una capitalizzazione minima di mercato pari a 1 miliardo di dollari che beneficiano dalla vendita di prodotti e servizi correlati agli SDG. L’individuazione e l’analisi di tali società ci permette di capire meglio le implicazioni dell’investimento sostenibile, anche in termini di performance del portafoglio e del benchmark, verificare l’allineamento con gli SDG, e al contempo smantellare alcuni preconcetti comuni” spiegano i gestori dell’asset manager. “Tra le società prese in esame in tutto il mondo, 2.438 sono conformi agli obiettivi SDG, di cui 1.084 sono incluse nell’indice MSCI ACWI. Queste società rappresentano il 59% della capitalizzazione di mercato del benchmark. Negli Stati Uniti abbiamo trovato 774 società in linea con gli SDG, di cui 242 presenti nell’S&P 500, per un valore pari al 66% della sua capitalizzazione”.

 

Con un numero così elevato di aziende allineate agli SDG tra cui scegliere, è chiaro che viene a cadere ogni timore degli investitori, anzi questi ultimi potranno costruire portafogli veramente sostenibili senza sacrificare i risultati finanziari. “Investire in modo sostenibile non vuol dire escludere in modo passivo alcuni settori da un portafoglio, ma richiede un approccio attivo che selezioni titoli da un vasto universo di aziende con caratteristiche fondamentali interessanti e potenti driver di lungo periodo. Oltre a ciò, un investimento interamente sostenibile implica altre variabili relative ai criteri ESG, che possono contribuire a ridurre il rischio. In linea generale, dunque, crediamo che non vi sia ragione di ritenere che tale gruppo di società debba sottoperformare le strategie non sostenibili” dichiarano gli esperti.

 

Certo un elemento sul quale fare attenzione c’è e sono gli stessi gestori a metterlo in luce. “È vero, tuttavia, che i portafogli sostenibili tendono a orientarsi verso determinati fattori e settori. La nostra ricerca dimostra che le strategie sostenibili hanno una maggiore esposizione a fattori come la qualità della redditività e degli utili. Allo stesso tempo, hanno maggiori probabilità di essere sottoesposte al valore (convenienza), alla leva finanziaria in bilancio e alla ciclicità. In termini settoriali, le strategie sostenibili sono più orientate verso la tecnologia e la sanità, meno verso i finanziari e i materiali di base”.

 

Quindi è opportuno che nella valutazione il gestore attinga all’ampio universo di società conformi agli SDG e non si rivolga esclusivamente ai soliti titoli molto famosi e noti. Inoltre, bisogna assicurarsi che la costruzione del portafoglio tenga conto del potenziale sbilanciamento verso fattori e settori, e dell’eventuale impatto sull’andamento dei rendimenti.

 

Ma fatti i dovuti accorgimenti la sostenibilità oggi può fare veramente la differenza, come è stato dimostrato, anche nell’anno della pandemia dai risultati che le strategie che investono con approccio ESG hanno conseguito.

 

“Una composizione tematica del portafoglio seleziona titoli che rispettano i più importanti temi di sviluppo indicati dall’ONU. L’integrazione dei criteri ESG nella ricerca consente di elaborare previsioni finanziare e analisi dei rischi sui titoli. Inoltre, un coinvolgimento attivo aiuta a stimolare cambiamenti positivi nelle aziende, che possono diventare i driver di una maggiore remunerazione dell’investimento. Tra l’altro, il sostegno degli investitori alle aziende sostenibili fa aumentare loro quotazioni e di conseguenza riduce il costo del capitale, permettendo alle aziende di investire in modo costante nelle attività che generano risultati positivi” spiegano gli esperti.

 

Tutto questo per dire che al di là dell’apparenza l’investimento sostenibile e responsabile non è solo uno slogan, ma richiede l’individuazione di imprese che offrano beni e servizi nell’ottica della sostenibilità e al contempo rispettino esse stesse gli standard ESG in ogni aspetto della loro vita aziendale. Per creare portafogli azionari realmente sostenibili occorre adottare un processo di investimento approfondito, basato sulla conoscenza e sulla ricerca, condotto con competenza e non con superficialità. Seguendo le linee guida chiare di un portafoglio che miri in modo sistematico agli obiettivi SDG, gli investitori azionari possono sostenere le società che affrontano alcune delle maggiori sfide globali sui temi ESG e allo stesso tempo trovano fonti responsabili di consistenti rendimenti da investimenti a lungo termine.

 

Leggi il white paper AllianceBernstein (in italiano)

La responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Video Economia




Modifica consenso Cookie