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Il legame tra R&S e performance sostenibile

L’esigenza di innovazioni non è mai stata così forte. Le aziende che cercano di stare al passo con i tempi necessitano di un flusso continuo di innovazioni, che possano contribuire a sostenere i loro tassi di crescita e a mantenerne i vantaggi concorrenziali. Attraverso investimenti massicci in progetti di ricerca e sviluppo si possono rafforzare la redditività a lungo termine aumentando le possibilità di diventare “compounder” sostenibili.

 

Studi condotti sulla relazione tra R&S e valore di un’azienda, mettono in evidenza che la R&S incide positivamente sia sui rendimenti dei titoli azionari che sul valore della società. Inoltre, una buona allocazione degli investimenti in R&S può portare a una crescita sostenibile attraverso la creazione di nuovi prodotti e processi, migliorando allo stesso tempo la produttività operativa. Esiste quindi una chiara relazione tra i livelli elevati di investimenti in ricerca e sviluppo e un profilo di sostenibilità più solido.

 

“Abbiamo riscontrato questo fenomeno all’interno delle nostre strategie azionarie sostenibili: le società quotate con una crescita elevata di R&S e/o ad alta intensità di R&S (R&S espressa in percentuale del fatturato) hanno generato rendimenti significativi per gli azionisti, nettamente superiori a quelli dell’indice di riferimento” evidenziano da NN Investment Partners.

 

La strategia Global Sustainable Equity del gruppo ricerca, infatti, aziende i cui investimenti nella ricerca e nello sviluppo siano strettamente in linea con le sfide sociali e ambientali. “Abbiamo riscontrato esempi evidenti di come la forte focalizzazione sulla R&S e sulle innovazioni possa ampliare il divario concorrenziale e guidare una crescita più solida e più a lungo, creando valore sostenibile per tutti gli stakeholder” sottolineano da NN IP.

 

La relazione tra ricerca e sviluppo e la creazione di valore per gli azionisti non è però sempre chiara. I massicci investimenti nella ricerca e nello sviluppo non garantiscono, infatti, la sovraperformance del mercato azionario.

 

Cosa distingue dunque le aziende che offrono crescita sostenibile attraverso gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo da quelle che vi investono in modo massiccio ma non ne traggono vantaggio? “Innanzitutto, le società che riescono a trasformare gli investimenti nella R&S in crescita sostenibile investono normalmente in aree direttamente correlate alla loro attività principale. Queste aziende sono fortemente focalizzate sull’impiego delle innovazioni per risolvere problematiche specifiche dei loro clienti. In questo modo, i loro investimenti in ricerca e sviluppo si integrano e ne rafforzano la posizione di mercato e il divario rispetto ai concorrenti, consentendo a queste società di conquistare ulteriori quote di mercato. Al contrario, le imprese ad alta intensità di ricerca e sviluppo, che non riescono a generare una crescita sostenibile, spesso investono in progetti R&S che hanno poco a che fare con l’aspetto commerciale della loro attività, e che pertanto risultano difficili da commercializzare. Talvolta, quindi la R&S può restare isolata rispetto alle priorità aziendali, scollegata rispetto agli eventi del mercato e non sincronizzata con la rapidità del business” spiegano gli esperti di NN IP.

 

Identificare società destinate a diventare “compounder” sostenibili è facile a dirsi. Non esiste una formula semplice che possa indicare se gli investimenti effettuati da un’azienda ad oggi aumenteranno il suo potenziale di mercato o amplieranno la sua base clienti. Tuttavia, gli investitori possono aumentare le probabilità di identificare aziende “più solide e più a lungo” adottando un approccio attivo, e approfondendo la conoscenza delle aziende attraverso una stretta attività di engagement.

 

“Le nostre strategie azionarie sostenibili adottano un approccio a lungo termine. Valutiamo se le aziende possano continuare a crescere al loro tasso attuale, piuttosto che ipotizzare un rapido calo dei tassi di crescita. A tal fine, ricerchiamo società che si trovano nella fase intermedia della loro curva di crescita: quelle che godono di un forte posizionamento sul mercato, ma che presentano ancora margini di espansione. Questo concetto “più solide più a lungo” guida la nostra filosofia di investimento e ci consente di raccogliere i frutti della crescita sostenibile sul lungo periodo” concludono gli esperti.

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