COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale di Business Wire

Imbruvica®? (ibrutinib) in combinazione con rituximab ha dimostrato maggiore efficacia rispetto a placebo più rituximab nei pazienti con macroglobulinemia di Waldenström, una forma rara e incurabile di linfoma non Hodgkin

I dati di fase 3 saranno esposti come presentazione orale (abstract n. 8003) selezionata per le conferenze Best of ASCO 2018 e verranno pubblicati in contemporanea sul New England Journal of Medicine

Business Wire

Le società farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson hanno oggi annunciato i risultati di un'analisi interinale programmata dello studio di fase 3 iNNOVATE (PCYC-1127) sulla valutazione di Imbruvica® (ibrutinib) in combinazione con rituximab in pazienti recidivanti/refrattari e naïve al trattamento affetti da macroglobulinemia di Waldenström (WM). Lo studio ha soddisfatto l'endpoint primario di una differenza clinicamente e statisticamente significativa nella sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei pazienti trattati con ibrutinib più rituximab rispetto a quelli trattati con placebo più rituximab. La combinazione di ibrutinib più rituximab ha significativamente ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte dell'80 percento rispetto a placebo più rituximab (rapporto di rischio [HR], 0,20; intervallo di confidenza [CI]: 0,11-0,38, P <0,0001). Gli endpoint secondari, incluso il tasso di risposta, il tempo al trattamento successivo (TTnT), il tasso di miglioramento continuativo del livello di emoglobina e il numero di partecipanti con eventi avversi (AE) hanno supportato inoltre l'endpoint primario.1,2 Alla fine del 2017, in base a questi risultati, l'Independent Data Monitoring Committee (IDMC) ha consigliato lo smascheramento, o unblinding, dello studio iNNOVATE.

I dati sono stati esposti oggi nel corso di una sessione orale al congresso annuale 2018 dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) (abstract n. 8003) e sono stati contemporaneamente pubblicati sul New England Journal of Medicine.3 La presentazione sarà inoltre inclusa nel programma Best of ASCO 2018 Meetings. Ibrutinib, un inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) di prima classe, è sviluppato e commercializzato congiuntamente da Janssen Biotech, Inc., e da Pharmacyclics LLC, una società del gruppo AbbVie.

"Questi importanti dati dimostrano che ibrutinib più rituximab ha portato a un netto miglioramento della sopravvivenza libera da progressione in tutte le linee terapeutiche nella macroglobulinemia di Waldenström, indipendentemente dai sottotipi dei pazienti, rispetto a placebo più rituximab", ha affermato il Dr. Meletios A. Dimopoulos, Professore e Presidente del Reparto di Terapeutica Clinica della National and Kapodistrian University of Athens School of Medicine di Atene, in Grecia, nonché ricercatore responsabile dello studio iNNOVATE. "Non solo si è evidenziata una notevole differenza di efficacia in termini statistici e clinici rispetto a rituximab in monoterapia, ma la combinazione di ibrutinib e rituximab non ha prodotto nessun segnale di sicurezza imprevisto".

La macroglobulinemia di Waldenström è una rara forma di linfoma non Hodgkin (NHL).4 I tassi di incidenza per uomini e donne in Europa sono rispettivamente di circa 7,3 e 4,2 per milione di persone.5 Le cause della WM sono ignote, ma colpisce prevalentemente gli adulti di età più avanzata ed è leggermente meno comune negli uomini che nelle donne.4 Nel mese di luglio 2015, ibrutinib ha ricevuto dalla Commissione europea (CE) l'approvazione come opzione di trattamento per i pazienti adulti WM già sottoposti ad almeno una terapia precedente, oppure come trattamento di prima linea per i pazienti per cui la chemioterapia non è appropriata, diventando il primo trattamento approvato dalla CE per questo raro linfoma delle cellule B.6

Abstract #8003: Randomised phase 3 trial of ibrutinib/rituximab vs placebo/rituximab in Waldenström’s macroglobulinemia* (Studio clinico randomizzato di fase 3 su ibrutinib/rituximab rispetto a placebo/rituximab nella macroglobulinemia di Waldenström)
Presentazione orale: venerdì 1° giugno ore 15:45 CDT

Con un followup mediano di 26,5 mesi, ibrutinib più rituximab ha migliorato la PFS rispetto a placebo più rituximab (PFS mediana, non raggiunta vs 20,3 mesi; HR, 0,20; CI: 0,11-0,38, <0,0001), con tassi PFS rispettivamente dell'82% vs 28% a 30 mesi. In particolare, ibrutinib più rituximab ha prolungato la PFS in tutti i relativi sottogruppi, inclusi quelli naïve al trattamento (HR, 0,34; CI: 0,12-0,95), recidivanti (HR, 0,17; CI: 0,08-0,36), e nei pazienti con mutazioni MYD88L265P e CXCR4WHIM (HR, 0,24; CI: 0,09-0,66) vs rituximab.1

I tassi di risposta globale e i principali tassi di risposta erano significativamente più elevati per ibrutinib più rituximab rispetto a placebo più rituximab (92% vs 47%; 72% vs 32% [per entrambi P <0,0001]). Si è inoltre registrato un miglioramento dei livelli di emoglobina nei pazienti trattati con la combinazione rispetto al braccio trattato con placebo più rituximab (73% vs 41%, P <0,0001).1,2

Nel braccio dei pazienti trattati con ibrutinib più rituximab, il 75% proseguiva con la terapia al momento dell'analisi. Il tempo al trattamento successivo (TTnT) non è stato raggiunto per ibrutinib più rituximab, mentre è stato di 18 mesi per placebo più rituximab (HR, 0,096; <0,0001). I tassi di sopravvivenza globale (OS) a 30 mesi erano del 94% rispetto al 92% nei due bracci.1,2

Al momento mediano del trattamento (ibrutinib più rituximab, 25,8 mesi; rituximab più placebo, 15,5 mesi), eventi avversi di grado 3 o superiore correlati al trattamento si sono verificati nel 60% dei pazienti trattati con ibrutinib più rituximab, rispetto al 61% dei pazienti trattati con placebo più rituximab. Eventi avversi gravi si sono verificati nel 43% rispetto al 33% dei pazienti con ibrutinib più rituximab rispetto a placebo più rituximab. Non si sono verificati eventi avversi fatali nel braccio trattato con ibrutinib più rituximab. Tre eventi avversi fatali si sono verificati nel braccio trattato con placebo più rituximab. Sono state osservate riduzioni significative nelle reazioni all'infusione di immunoglobuline M di ogni grado (8% vs 47%) e di grado 3 o superiore (1% vs 16%) con ibrutinib più rituximab rispetto a placebo più rituximab.1,2

"I risultati dello studio iNNOVATE arricchiscono la crescente quantità di prove che dimostrano l'efficacia e la sicurezza di ibrutinib, in monoterapia e in combinazione, nel trattamento di rari tumori maligni delle cellule B come la macroglobulinemia di Waldenström", ha dichiarato la Dr.ssa Catherine Taylor, responsabile dell'area terapeutica ematologica per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa (EMEA) presso Janssen. "L'impegno di Janssen Oncology nell'affrontare i bisogni insoddisfatti ci spinge a continuare a fornire trattamenti a quei pazienti con tumori ematici che hanno opzioni limitate e prognosi sfavorevole".

*Abstract presentato da Pharmacyclics, una società del gruppo AbbVie, partner per lo sviluppo di ibrutinib.

Informazioni su iNNOVATE
Lo studio iNNOVATE valuta i pazienti (N=150) con macroglobulinemia di Waldenström recidivanti/refrattari e naïve al trattamento randomizzati per ricevere per via endovenosa rituximab 375 mg/m2 una volta alla settimana per quattro settimane consecutive, seguita da una seconda somministrazione di rituximab, una volta alla settimana, per quattro settimane consecutive dopo un intervallo di tre mesi. Tutti i pazienti hanno ricevuto iburitinib 420 mg o placebo una volta al giorno di continuo fino a progressione della malattia o a tossicità inaccettabile. L'endpoint primario era la PFS con valutazione IRC, mentre gli obiettivi secondari includevano un tasso di risposta generale, un miglioramento dei livelli ematologici misurati tramite emoglobina, il tempo al trattamento successivo (TTnT), la sopravvivenza globale (OS) e il numero di partecipanti con eventi avversi (AE) come misura della sicurezza e tollerabilità in ogni braccio di trattamento.1,2

Per ulteriori informazioni sugli abstract presentati da Janssen fare clic qui.

Informazioni su ibrutinib
Ibrutinib è un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTK) di prima classe che agisce formando un forte legame covalente con la BTK per bloccare la trasmissione dei segnali di sopravvivenza cellulare all'interno delle cellule B maligne.7 Bloccando la proteina BTK, ibrutinib causa la morte delle cellule tumorali, riducendone il numero, dimostrando quindi di rallentare la progressione della neoplasia.8

Ibrutinib attualmente è approvato in Europa per i seguenti utilizzi:9

  • Leucemia linfocitica cronica (LLC): come agente singolo per il trattamento dei pazienti adulti LLC precedentemente non trattati, e come agente singolo o in combinazione con bendamustina e rituximab (BR) per il trattamento dei pazienti adulti LLC già sottoposti ad almeno una terapia precedente.
  • Linfoma mantellare (MCL): pazienti adulti con linfoma mantellare recidivante o refrattario.
  • Macroglobulinemia di Waldenström (WM): pazienti adulti già sottoposti ad almeno una terapia precedente, oppure nel trattamento di prima linea dei pazienti per i quali una chemio-immunoterapia non è appropriata.

Gli eventi avversi più comuni a seguito del trattamento con ibrutinib includono diarrea, neutropenia, emorragie (ad esempio ematomi), dolori muscolo-scheletrici, nausea, rash e piressia.9

Per l'elenco completo degli effetti collaterali e per ulteriori informazioni su dosaggio e somministrazione, controindicazioni e altre precauzioni nell'uso di ibrutinib consultare il Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP).9

Informazioni sulla macroglobulinemia di Waldenström
La macroglobulinemia di Waldenström (WM) è un tumore ematico a crescita lenta noto anche come linfoma linfoplasmocitico.10 La WM causa la sovrapproduzione di una proteina, detta immunoglobulina monoclonale M (IgM).10Valori eccessivi di IgM a livello ematico comportano l'ispessimento del sangue, che può risultare causa di diversi sintomi.10

Informazioni sulle società farmaceutiche Janssen
Le società farmaceutiche Janssen del gruppo Johnson & Johnson sono impegnate a eliminare le malattie dal mondo: la nostra fonte di ispirazione sono i metodi per trasformare la vita con nuovi e migliorati metodi per prevenire, intercettare, trattare e curare le patologie. Riuniamo le menti migliori e scegliamo i percorsi scientifici più promettenti. Siamo Janssen. Collaboriamo a livello internazionale per la salute di tutti, in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni visitare la pagina www.janssen.com/emea. Seguire l'azienda su www.twitter.com/janssenEMEA per essere informati sulle ultime novità.

Cilag GmbH International; Janssen Biotech, Inc.; Janssen Oncology, Inc. e Janssen-Cilag International NV fanno parte delle aziende farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson.

Nota cautelativa sulle dichiarazioni a carattere previsionale
Questo comunicato stampa contiene "dichiarazioni a carattere previsionale" in base alla definizione del Private Securities Litigation Reform Act del 1995 su ibrutinib. Si avvisa il lettore di non fare affidamento su tali dichiarazioni a carattere previsionale, basate sulle aspettative attuali di eventi futuri. Se le ipotesi sottostanti si dovessero rivelare inaccurate, o se si verificassero incertezze o rischi noti o sconosciuti, i risultati effettivi potrebbero differire materialmente dalle aspettative e dalle previsioni di Janssen-Cilag International NV, delle società farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson e/o di Johnson & Johnson. Tali rischi e incertezze includono, ma non a titolo esaustivo: difficoltà e incertezze inerenti la ricerca e lo sviluppo dei prodotti, inclusa l'incertezza del successo clinico e l'ottenimento delle approvazioni normative; l’incertezza del successo commerciale; le difficoltà e i ritardi nella produzione; la concorrenza, compresi i progressi tecnologici, i nuovi prodotti e i brevetti ottenuti dai concorrenti; le difficoltà inerenti i brevetti; l'efficacia del prodotto o i problemi di sicurezza con conseguente richiamo del prodotto stesso o provvedimenti normativi; i cambiamenti nei comportamenti e nei modelli di spesa degli acquirenti di prodotti e servizi sanitari; le modifiche alle leggi e ai regolamenti applicabili, incluse le riforme globali dell'assistenza sanitaria e, infine, la tendenza verso il contenimento dei costi legati all’assistenza sanitaria. Un ulteriore elenco e descrizione di questi rischi, incertezze e di altri fattori è incluso nella relazione annuale di Johnson & Johnson registrata sul modulo 10-K per l'anno fiscale conclusosi il 31 dicembre 2017, comprese le sezioni intitolate "Cautionary Note Regarding Forward-Looking Statements" (Nota cautelativa sulle dichiarazioni a carattere previsionale) e "Item 1A. Risk Factors" (Articolo 1A. Fattori di rischio), nonché nelle successive relazioni trimestrali registrate dalla società sul modulo 10-Q e in altri documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission. Copie di questi documenti sono disponibili online all'indirizzo www.sec.govwww.jnj.com oppure facendone richiesta a Johnson & Johnson. Nessuna delle società farmaceutiche Janssen né Johnson & Johnson si impegna ad aggiornare alcuna dichiarazione a carattere previsionale, a seguito di nuove informazioni o di eventi o sviluppi futuri.

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1 Dimopoulos MA, Tedeschi A, Trotman J, et al. Randomized phase 3 trial of ibrutinib/rituximab vs placebo/rituximab in Waldenström's macroglobulinemia. J Clin Oncol. 2018;36(Suppl.):abstract 8003.

2 Dimopoulos MA, Tedeschi A, Trotman J, et al. Randomized phase 3 trial of ibrutinib/rituximab vs placebo/rituximab in Waldenström's macroglobulinemia. Presentazione orale al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), Chicago, IL, USA; 1-5 giugno 2018.

3 Dimopoulos MA, et al. Phase 3 Trial of Ibrutinib plus Rituximab in Waldenström’s Macroglobulinemia. N Engl J Med. 2018. Disponibile su: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1802917. Ultimo accesso giugno 2018.

4 Macmillan. Waldenström’s macroglobulinemia. Disponibile al link: https://www.macmillan.org.uk/information-and-support/lymphoma/lymphoma-non-hodgkin/understanding-cancer/types-of-non-hodgkin-lymphoma/waldenstroms-macroglobulinaemia.html#153488 Ultimo accesso maggio 2018.

5 Buske C, Leblond V, Dimopoulos M, et al. Waldenström's macroglobulinaemia: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2013;24(Suppl. 6):vi155-vi159.

6 Johnson & Johnson. Janssen's IMBRUVICA®?(ibrutinib) Receives Additional European Commission Approval for the Treatment of Waldenström's Macroglobulinemia. Press release July 10 2015. Disponibile al link: http://www.investor.jnj.com/releasedetail.cfm?releaseid=921545 Ultimo accesso maggio 2018.

7 O’Brien S, Furman RR, Coutre SE, et al. Ibrutinib as initial therapy for elderly patients with chronic lymphocytic leukaemia or small lymphocytic lymphoma: an open-label, multicentre, phase 1b/2 trial. Lancet Oncol. 2014;15:48-58.

8 Agenzia europea per i medicinali. Riassunto EPAR per il pubblico: Imbruvica (ibrutinib). Disponibile al link: http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/EPAR_-_Summary_for_the_public/human/003791/WC500177778.pdf Ultimo accesso maggio 2018.

9 Imbruvica Summary of Product Characteristics (gennaio 2018). Disponibile al link: http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/EPAR_-_Product_Information/human/003791/WC500177775.pdf Ultimo accesso maggio 2018.

10 European Waldenström's Macroglobulinemia Network. Waldenström's macroglobulinemia (WM). Disponibile al link: https://www.ewmnetwork.eu/ Ultimo accesso maggio 2018.

 

PHEM/IBR/0518/0011
Giugno 2018

Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido.

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