Continua la corsa alle arance, consumi +11% ottobre-gennaio

Focus Ismea, campagna in chiaroscuro con produzione +25%

ROMA - Continuano a crescere i consumi di arance degli italiani che riconoscono negli agrumi in genere il ruolo di integratore naturale di vitamine e antiossidanti. Uno degli effetti del coronavirus iniziato con il lockdown della primavera scorsa, che non accenna a diminuire visto l'aumento delle vendite dell'11% nel periodo tra ottobre 2020 e gennaio 2021. Dati incoraggianti sugli acquisti delle famiglie in netta ripresa rispetto agli ultimi anni, a cui però fa da contraltare il parziale blocco della ristorazione che ha ridotto sensibilmente la richiesta alla fase di ingrosso dalla quale si stima che passi circa il 20% delle vendite. Sono alcuni dei dati contenuti nel Focus arance di Ismea, che analizza l'andamento della campagna 2020-2021 delle arance italiane.

Dal punto di vista produttivo, Ismea segnala una campagna in chiaroscuro dove l'ottimismo iniziale della primavera scorsa, cede il passo a una stagione complicata e fino ad ora avara di soddisfazioni per agricoltori e operatori della filiera. Il raccolto è abbondante in aumento del 25-30% rispetto all'anno precedente, ma è caratterizzato prevalentemente da calibri piccoli che difficilmente spuntano quotazioni soddisfacenti. Il risultato è che a partire dal dicembre con quotazioni all'origine hanno perso l'8,5% rispetto alla campagna 2019/20 e il 2,1% sul triennio precedente; una forbice che a gennaio e febbraio si è ulteriormente ampliata, evidenziando rispettivamente una perdita del 16% e del 6%. Un andamento dove però non mancano eccezioni a livello di singole varietà e di singole piazze di mercato. Dal punto di vista qualitativo, il prodotto presenta un'eccellente colorazione della buccia, una buona pigmentazione della polpa e un rapporto equilibrato tra acidi e zuccheri; tutte caratteristiche che soddisfano pienamente le aspettative dei consumatori. Nell'attuale congiuntura di mercato risulta molto importante il ruolo svolto dall'industria dei succhi che, dopo l'azzeramento delle scorte dovuto a 2 campagne con scarsi raccolti, ritira e lavora ingenti quantitativi di arance, soprattutto frutti medio-piccoli, alleviando in tal modo la pressione dell'offerta, resa particolarmente pesante anche dal concomitante incremento della produzione mediterranea.

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