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Cina: frenano al 12,9% i prezzi alla produzione di novembre

Con materie prime e allentamento crisi energia, +2,3% inflazione

(ANSA) - PECHINO, 09 DIC - I prezzi alla produzione in Cina sono saliti a novembre del 12,9% annuo, segnando un rallentamento su ottobre (+13,5%) ma superando le stime degli analisti (+12,4%), in scia al giro di vite del governo centrale sui costi delle materie prime e sul miglioramento della crisi energetica.
    L'economia cinese, che ha avuto un netto rimbalzo dal crollo della pandemia dello scorso anno, ha perso slancio negli ultimi mesi a causa delle tensioni su materie prime, settore manifatturiero in rallentamento, problemi di debito nel settore immobiliare e focolai di Covid-19. Lunedì la Banca centrale cinese, tra le misure messe in campo, ha annunciato un taglio dello 0,50% - il secondo nel 2021 - alle riserve obbligatorie degli istituti di credito permettendo il rilascio di 190 miliardi di dollari sui mercati a sostegno dei finanziamenti a lungo termine.
    Quanto all'inflazione, i prezzi al consumo sono saliti del 2,3% su base annua, ha reso noto l'Ufficio nazionale di statistica, frenando rispetto alle aspettative di un +2,5% ma in rialzo sull'1,5% di ottobre. Il trend, tuttavia, rimane modesto poiché le restrizioni per il Covid-19 frenano i consumi e pesano sulla domanda, indicando un passaggio limitato dei prezzi alla produzione elevati a quelli retail.
    Finora non sono stati segnalati casi di variante Omicron in Cina, ma la sua comparsa potrebbe aggiungere ulteriore pressione alla politica della 'tolleranza zero' contro il Covid finora seguita dalla Cina. (ANSA).
   

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