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Tim, Vivendi non vende. Giorgetti, difenderemo la rete

Titolo ko in Borsa (-4,7%). Voci su maxi-rilancio ma Kkr frena

Vivendi mette i punti sulle 'i' e chiarisce che non solo l'offerta di Kkr non valorizza adeguatamente Tim ma che non venderà la sua quota, anche se la storia della media company transalpina, grande 'trader' di asset, suggerisce cautela nel chiudere a doppia mandata gli spiragli per scelte opportunistiche, come nello stile del suo azionista forte Vincent Bolloré.
    La precisazione ha frenato la corsa di Tim in Borsa, che oggi ha ingranato la retromarcia, scivolando del 4,7% a 0,43 euro, quasi il 15% in meno del prezzo di 0,505 euro indicato da Kkr.
    Segno che la strada per trasformare la manifestazione di interesse "non vincolante e indicativa" del fondo Usa in una vera a propria opa sconta, nella lettura del mercato, più di un'insidia, sia politica che azionaria. Come, ad esempio, la convivenza con un socio di minoranza scomodo, Vivendi, che con il suo 23,9% potrebbe avere un potere di veto sulle operazioni straordinarie.
    In questo contesto in serata arrivano le indiscrezioni di Bloomberg, che riferisce di discussioni interne al fondo Usa su quanto si debba rilanciare, rispetto al prezzo al momento ipotetico, di 0,505 euro ad azione. Si oscilla tra 0,7 e 0,9 euro ad azione, che porterebbe la futura opa a valutare Tim più di 19 miliardi di euro, fino all'80% in più di quanto preliminarmente indicato nel comunicato stampa del gruppo telefonico.Le voci vengono vengono immediatamente disinnescate "Kkr è totalmente e solamente focalizzata sull'offerta presentata al board di Tim" mentre la Consob assicura di monitorare la vicenda: "sul dossier siamo già intervenuti", dice il presidente, Paolo Savona, sottolineando come non si sia in presenza di "un'offerta ma solamente in un preannuncio".
    Intanto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito la posizione del governo dopo che ieri il supercomitato di ministri ed esperti - istituito per vigilare su un asset strategico come la rete, con l'obiettivo di garantire lo sviluppo della banda ultralarga e tutelare l'occupazione - si è riunito per una prima ricognizione del dossier, rinviando ogni valutazione dopo le decisioni del cda di Tim di venerdì.
   

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