Economia

Al via Forum Ambrosetti, fiducia delle imprese al massimo storico

Con la crisi pandemica registrato il peggior calo ddel dopoguerra: ora Pil in forte ripresa +6%, Italia al +4,9%. E con la ripresa economia volano i prezzi delle materie prime

La ripresa dopo il Covid è una sfida globale. Restano numerosi nodi da sciogliere a partire da quello geopolitico dell'Afghanistan e il piano vaccinale mondiale. Ma al Workshop Ambrosetti di Cernobbio il vento che spira è quello dell'ottimismo, con il termometro della fiducia delle imprese ai suoi massimi storici, soprattutto sul fronte economico. La prima giornata fotografa il mondo. I fronti caldi della geopolitica sono tutti sul tavolo, a partire dal dramma della popolazione afghana dopo l'uscita di scena degli Usa e degli alleati europei è stato testimoniato dall'Alto rappresentante della Nato Stefano Pontecorvo. Il diplomatico ha illustrato ai presenti la situazione del Paese sottolineando la necessità di una mediazione con i talebani, "una cosa non facile per le loro stesse dinamiche interne". Dall'Asia il Forum Ambrosetti ha allargato lo sguardo sull'Africa e sulla Libia. Il premier libico Abdul Hamid Dbeibeh ha annunciato che "l'obiettivo principale per la Libia è realizzare il proprio sogno democratico", aggiungendo che "occorre guidare il Paese verso questo nobile obiettivo con modalità democratiche mai conosciute prima". Prima di loro aveva mandato un saluto a distanza il presidente russo Vladimir Putin, con un messaggio nel quale ha sottolineato come l'Italia per Mosca è "tradizionalmente un partner di grande rilevanza". "Siamo interessati a sviluppare ulteriormente il costruttivo dialogo russo-italiano - ha aggiunto - e una collaborazione reciprocamente vantaggiosa in settori diversi, a beneficio dei nostri popoli e per garantire la stabilità e la sicurezza nel continente europeo". Impossibile, poi, non parlare di Covid. Sul fronte della lotta al virus "è triste vedere la resistenza ai vaccini" ha osservato l'immunologo statunitense Anthony Fauci, secondo il quale per porre fine alla pandemia globale "l'obiettivo ideale" sarebbe "vaccinare il mondo intero". Ma, nella giornata dedicata agli scenari internazionali, si è parlato anche di Italia. Secondo Ambrosetti la fiducia tra le imprese italiane ha raggiunto il suo massimo storico dal marzo del 2014, raddoppiando rispetto a giugno da 30,2 a 70,6 punti. "C'è un certo ottimismo sulla ripresa condizionato al fatto che non si torni alle chiusure" ha detto l'economista Carlo Cottarelli, membro del consiglio esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, che ha moderato la sessione sulle previsioni economiche post-Covid. "A livello mondiale - ha proseguito - c'è un po' di preoccupazione per l'andamento dell'inflazione e per una possibilità che questo porti le banche centrali a stringere la politica monetaria e aumentare i tassi d'interesse". "Questo - ha spiegato - per l'Italia sarebbe un po' un problema, essendo un Paese molto indebitato, per ora però non credo che siamo arrivati a livelli in cui ci debba essere una reazione di questo genere da parte delle banche centrali". Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, giunto nel tardo pomeriggio a lavori già avanzati ha commentato che "quest'anno qui a Villa d'Este si respira un'aria nuova, di cambiamento e di ripresa". Un messaggio confermato dal primo sondaggio sul lavoro ibrido condotto tra gli imprenditori e i manager in sala. Il 70,5% lo ha promosso, il 20,5% ha detto che gran parte dei lavoratori torneranno in ufficio a tempo pieno e solo il 2,3% ritiene che si continuerà con il lavoro da remoto. Fiducioso anche il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros Pietro, convinto che il Paese stia rispondendo "molto bene" al Pnrr, che gli ha consentito di "crescere a un ritmo che non abbiamo mai visto negli ultimi 20 anni". Le risorse ci sono e debbono essere indirizzate "nella lotta al cambiamento climatico e nell'economia sostenibile".

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