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Federmeccanica, il green pass sia obbligatorio per andare al lavoro

Visentin, il tema non è solo le mense. Tamponi non vanno pagati da aziende

Il dibattito sulle mense "crea confusione", porta fuori strada. Per il leader degli industriali metalmeccanici, Federico Visentin, "l'obbligo di green pass va previsto per qualsiasi ambiente di lavoro, per entrare al posto di lavoro". E' il primo di "tre punti fondamentali" per una soluzione che indica in una intervista all'ANSA. Il secondo: "Non chiediamo l'obbligo di vaccino, chiediamo l'obbligo di green pass", quindi anche solo il tampone: "E anche qui dobbiamo essere chiari - dice -: non esiste che l'azienda si faccia carico dei costi per questi tamponi". Poi "c'è un terzo punto che va detto in maniera chiara, che non possiamo lasciare nell'incerto: se qualcuno alla fine non vuole fare neanche il tampone e vuole rimanere a casa ci rimanga senza stipendio. Bisogna avere il coraggio di dirlo".

Per il presidente di Federmeccanica "questa combinazione di tre fattori è la soluzione" e "la strada maestra" per arrivarci "può essere semplicemente quella dell'aggiornamento dei protocolli" siglati dalle parti sociali sulla sicurezza Covid negli ambienti di lavoro. Ma Visentin avverte: "Qui c'è un fattore tempo. Se c'è un consenso forte su questi tre punti, se ci andiamo diretti, velocemente così come siamo stati rapidissimi quando abbiamo fatto in una settimana quel protocollo: benissimo, è questa la via da seguire. Se invece non ci riusciamo, allora che sia il Governo ,che intervenga, prenda coraggio e lo faccia". Intanto Federmeccanica "non vuole lasciare dubbi al Governo. In assenza di una nostra posizione qualcuno avrebbe potuto pensare che per l'industria va bene così. No, non va bene così. Abbiamo bisogno soprattutto di chiarezza normativa: che non si esca con posizioni deboli, equivocabili, interpretabili, perchè questo ci fa del male". "Il punto è questo: qui non è una questione di mensa o non mensa. Qui è una questione di luoghi di lavoro. E perché dobbiamo arrivare a questa conclusione? Perché è la scienza che ce lo dice. Quando abbiamo fatto i protocolli non c'era il vaccino. Adesso il vaccino è arrivato, gli scienziati ci stanno dicendo che l'evidenza è che ci porta un valore in più dell'affrontare questa situazione di pandemia".

Rendere sicuri i posti di lavoro, aggiunge Visentin, "non è stata una passeggiata, ne è costata di fatica. Dobbiamo avere a cuore la sicurezza e la salute del posto di lavoro: questa è la cosa più importante. Se la scienza oggi mette a disposizione un nuovo strumento noi dobbiamo avere l'obbligo di adottarlo". Un tema è: obbligo di vaccino? "Non sto dicendo che Federmeccanica vuole che siano tutti vaccinati", con l'obbligo di green pass "è anche garantita la privacy: non si entra nel merito se si è vaccinati o tamponati. E' la strada giusta, è stata individuata, facciamolo. Perché dobbiamo avere ancora dei dubbi?" E i lavoratori che non vogliono vaccinarsi "non li discrimini, non metti a repentaglio la privacy, ma li penalizzi perché gli imponi di fare un tampone ogni due giorni ed è chiaro che è un problema. Anche questo è un argomento che va affrontato, anche qui dobbiamo chiarire: non esiste che l'azienda si faccia carico dei costi per questi tamponi, devono farsene carico i lavoratori individualmente". E "se ci sono situazioni specifiche, casi singoli da tutelare, se qualcuno lo mettiamo in difficoltà perché per motivi medici non può fare il vaccino? Sono eccezioni che potranno essere valutate anche dai comitati Covid aziendali".

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