Economia

Lavoro: Ambrosetti, inclusività vale 47 miliardi di consumi

Italia 123/a su 144 Paesi per quota donne che hanno un impiego

(ANSA) - MILANO, 14 LUG - Un maggiore impiego di giovani e donne porterebbe 47 miliardi di consumi aggiuntivi in Italia. Lo sostiene The European House Ambrosetti nella nuova edizione del Gai, il tradizionale studio sull'attrattività dei Paesi in collaborazione con Aviva. "Con un tasso di occupazione femminile in linea con Francia, Germania e Spagna - calcolano gli analisti - i consumi del Paese crescerebbero di 36 miliardi di euro, per arrivare a 42 miliardi se le donne fossero anche pagate quanto gli uomini". A questi bisognerebbe aggiunge ulteriori 5 miliardi di nel caso in cui i cosiddetti 'Neet' i disoccupati che non cercano lavoro e non frequentano più la scuola, fossero inclusi nel mercato del lavoro. Ma il dato "più allarmante", secondo Ambrosetti è relativo alla partecipazione alla forza lavoro della popolazione femminile. Qui l'Italia si piazza al 123/o posto, sui 144 Paesi analizzati dal Gai.
    "La pandemia - spiega The European House Ambrosetti - ha ulteriormente aggravato una situazione che pesa sul nostro Paese da anni". Nel 2020 il numero di occupati nella popolazione femminile è sceso in maniera nettamente più drastica (-2,7%) rispetto a quella maschile, e il numero di inattivi è salito del 3,7%". Non va meglio per i giovani sotto i 34 anni, il cui numero di partecipanti alla forza lavoro del Paese è sceso di un ulteriore 8%. Secondo Ambrosetti la posizione dell'Italia nelle classifiche del Gai sulla sostenibilità sociale è "allarmante".
    Il Paese è infatti al 31/o posto per proporzione di seggi parlamentari occupati da donne, preceduta dagli Emirati Arabi, dal Messico e dal Sudafrica. Una situazione che "peggiora se osserviamo la classifica della proporzione di donne adulte con almeno un titolo di studio secondario". In questo caso l'Italia scende al 59/o posto, preceduta da Uzbekistan e Kazakistan.
    (ANSA).
   

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