Economia

Lavoro: con digitalizzazione 1,5 mln di posti a rischio

Rapporto Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo, cambiamento resterà

(ANSA) - TORINO, 08 LUG - La digitalizzazione delle imprese può determinare una domanda di personale con competenze diverse rispetto a quello posto in cassa integrazione durante il Covid: per questo 1,5 milioni di occupati sono a rischio non solo di non tornare all'occupazione precedente, ma anche della possibilità di trovare un lavoro diverso essendo prive delle competenze per farlo. Lo sottolinea il XXV Rapporto sull'economia globale e l'Italia, presentato dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo nell'auditorium del grattacielo sede della banca.
    Il Rapporto, curato da Mario Deaglio, docente emerito di Economia Internazionale dell'Università di Torino, mette in evidenza le trasformazioni del mondo del lavoro dovute al lockdown e spiega che da alcuni cambiamenti non si tornerà indietro. "Commercio on line e smart working sono qui per restare: a certificare la fine di un'epoca, nel 2020 le vendite di vestiti grigi - gli abiti formali da uomo simbolo del lavoro impiegatizio e manageriale nel secolo scorso - sono più che dimezzate rispetto al 2011".
    Decisivo diventa per l'Italia - spiega il rapporto - trovare una soluzione, insieme a quello delle donne, al problema dei Neet, i soggetti di età inferiore a 30 anni che non risultano né occupati né impegnati in attività di studio e di formazione.
    (ANSA).
   

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