Economia

Recovery: EY, ripresa investimenti in Ue, Italia resiliente

Julie Teigland, Paese ha aumentato attrattività

L'Europa è percepita come un "ambiente stabile" e con un mercato ampio e accessibile. E nonostante la pandemia, gli investimenti diretti esteri sono diminuiti solo del 13% nel 2020 e "si prevede che riprenderanno rapidamente". Al tempo stesso "l'Italia si è dimostrata estremamente resiliente ed è riuscita ad aumentare la propria attrattività, con un numero di iniziative di investimento diretto estero cresciuto del 5%". Questo lo scenario che emerge dal colloquio tenuto con l'ANSA da Julie Teigland, area managing partner di EY Europe, Middle East, India and Africa.
Ora, con la spinta propulsiva che ci si attende quest'anno nell'attuazione di "progetti di investimento che sono stati sospesi nel 2020, abbiamo tutte le ragioni per credere che quando questo capitale verrà liberato, l'Europa sperimenterà un rimbalzo" spiega Teigland mettendo in evidenza che in questo contesto "l'Italia ha ora un'opportunità senza precedenti con il Pnrr". L'indagine EY sull'attrattiva mostra, ad esempio, che "il 48% dei manager intervistati si dichiara pronto ad investire in Italia" puntualizza Teigland avvertendo però che il nostro Paese "ha bisogno di avviare riforme incisive e coraggiose e credo davvero che il Paese sia pronto, più che mai, a raccogliere queste sfide e a diventare una delle principali destinazioni europee per gli investimenti diretti esteri". Dall'indagine emerge anche che "un incoraggiante 60% dei manager si dice convinto che l'attrattività del nostro Paese aumenterà nei prossimi tre anni, grazie ai settori più promettenti e dove le aspettative sono più alte - sottolinea Teigland - come l'economia digitale, l'automotive e il settore della mobilità, ,beni di consumo, servizi finanziari e settore energetico".
In linea più generale, un fattore determinante nella definizione della strategia di investimento in Europa è la sostenibilità, considerata "fondamentale" dal 90% delle aziende interpellate da EY. "Ma cerchiamo di essere chiari - avverte Teigland - nessuna singola organizzazione può raggiungere da sola gli ambiziosi obiettivi del Green Deal europeo e la collaborazione sarà fondamentale. In questa nuova era di crescita, i settori pubblico, privato e terzo dovranno unire le forze per innovare, diffondere il know-how e costruire le industrie e i posti di lavoro verdi del futuro". E ancora, per attrarre investitori stranieri in Europa sono "fondamentali l'armonizzazione e la riforma fiscale" mentre "i piani di ripresa dell'Europa devono trovare il giusto equilibrio tra programmi di investimento a lungo termine e stimoli economici a breve termine. A mio avviso - conclude - ci vorrà ancora un approccio multidimensionale tra imprese e governo per sfruttare queste opportunità, per sostenere i piani di ripresa economica regionale e sbloccare il potenziale per il rimbalzo dell'Europa".

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