Blocco licenziamenti e riforme, pressing del 1 Maggio

L'allarme di Orlando: 'La situazione del lavoro è grave' Bonomi: 'Draghi sa cosa fare'

 Il Primo Maggio dei sindacati guarda alla settimana che si apre, a conquistare già nei prossimi giorni più spazio e più voce con il Governo. Il pressing di Cgil, Cisl e Uil è per il confronto da avviare sul Pnrr, è per avere un posto ai tavoli sulle riforme a partire da ammortizzatori sociali e politiche attive sul lavoro, e nell'immediato è per ottenere garanzie sul nodo delicatissimo dei tempi con cui si arriverà a rimuovere il blocco dei licenziamenti. Per domani, come preannunciato dal leader della Cgil, Maurizio Landini, è attesa la convocazione da Mario Draghi, la data per un tavolo sul Pnrr con il Presidente del Consiglio che i sindacati pensano possa tenersi nel corso della settimana.
    Anche Confindustria guarda, e con fiducia, alla "nuova stagione" che si è aperta dopo "il Conte due", dopo "un governo che aveva un sentimento dichiarato anti industriale". Oggi il premier Mario Draghi "ha ben presente cosa va fatto", dice il leader degli industriali, Carlo Bonomi, che avverte: "Qui c'è un nodo politico", quello di capire "se i partiti hanno ben presente cosa deve essere fatto e quale delega danno al Presidente del Consiglio. Perché se su ogni argomento è una discussione, una mediazione, questo Paese avrà grandi difficoltà".
    Dal fronte politico il leader del Pd, Enrico Letta, invoca "un grande patto per il lavoro, con detassazione per i nuovi assunti e decontribuzione per nuove attività". E l'ex premier Giuseppe Conte fa sponda alla richiesta più urgente dei sindacati: "l blocco dei licenziamenti è una misura assolutamente necessaria per assicurare la tenuta dell'intero sistema sociale ed economico. Va graduato in base all'andamento effettivo del piano vaccinazioni e ai segnali di ripresa".
    Andrea Orlando, non esita a definire "grave" la situazione della crisi e del suo impatto sull'occupazione, e preannuncia una strategia basata su misure di sostegno mirate, tarate sulle diverse esigenze di settori e territori colpiti in modo diverso dalla crisi. Alla cerimonia del Primo Maggio al Quirinale il ministro del Lavoro ha garantito il "massimo sforzo" del Governo sul fronte del lavoro, avvertendo: ""Quando manca o è iniquo o indegno, la democrazia è più debole ed esposta, preda della sfiducia e della rabbia sociale". I sindacati hanno apprezzato le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella: "Sarà il lavoro a portare fuori il Paese da questa emergenza".

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