Coronavirus: S&P, Pil Italia -9,9% in 2020, +6,4% 2021

Spread Btp-Bund ritorna sopra quota 230 punti base

Il Pil dell'Italia crollerà del 9,9% nel 2020. E' la nuova, più fosca, previsione di S&P Global sugli effetti del coronavirus sulla nostra economia. La stima precedente dell'agenzia di rating ipotizzava un calo del pil del 2,9%. Più consistente, viceversa, il rimbalzo atteso nel 2021, quando il nostro Paese crescerà del 6,4%. S&P, nell'abbassare a -7,3% le stime sul pil dell'Eurozona, ha tagliato a -8,8% il pil spagnolo, a -8% quello della Francia, a -6,5% quello della Gran Bretagna e a -6% quello Germania.

S&P Global prevede una recessione mondiale più profonda nel 2020 a causa del coronavirus. "L'impatto economico del Covid-19 è più lungo e intenso di quanto avessimo pensato e abbiamo nuovamente abbassato le nostre previsioni macro", afferma l'agenzia Usa in una nota. Il pil mondiale è visto contrarsi del 2,4% quest'anno, con gli Usa in calo del 5,2% e l'Eurozona del 7,3%. L'economia mondiale dovrebbe rimbalzare del 5,9% nel 2021.

Chiusura positiva per Piazza Affari: l'indice Ftse Mib ha segnato un aumento dello 0,29% a 16.768 punti. Lo spread tra Btp e Bund chiude in calo a 230 punti base dai 235 punti di ieri. Il rendimento del decennale del Tesoro si attesta all'1,82%.

Giornata nervosa per i mercati azionari del Vecchio continente, che comunque hanno chiuso attorno alla parità: Londra ha segnato un rialzo finale dello 0,55% e Francoforte dello 0,21%, mentre Parigi ha chiuso in calo frazionale dello 0,08%. Più debole Madrid: -0,48% finale.

Wall Street perde slancio. Il Dow Jones gira in territorio negativo e perde lo 0,89% a 23.295,27 punti, il Nasdaq sale dello 0,71% a 8.453,72 punti mentre lo S&P500 cede lo 0,13% a 2.779,79 punti.

La Banca centrale europea ha deciso "una riduzione temporanea dei requisiti di capitale a copertura dei rischi di mercato". Lo annuncia la Bce, spiegando che la decisione, temporanea e che verrà rivalutata fra sei mesi, "risponde ai livelli straordinari di volatilità visti sui mercati" per lo shock del coronavirus.

L'Opec si attende un crollo della domanda per il suo petrolio ai minimi degli ultimi 30 anni in seguito a uno "shock storico, brutale ed estremo". Lo afferma il cartello dei paesi produttori nel suo rapporto mensile.

Borse di Asia e Pacifico in calo con Tokyo che lascia sul terreno l'1,33%. A pesare sui listini il crollo fatto segnare dalla produzione industriale e le vendite al dettaglio negli Stati Uniti mentre prosegue l'incertezza in Giappone sulla fase di prolungata emergenza dettata dalla pandemia del coronavirus. Tra le altre Piazze Hong Kong perde lo 0,68%. Poco mosse Shanghai (+0,15%) e Shenzhen (+0,3%). Piatta Seul mentre Sydney cede lo 0,92%. L'Europa è attesa in positivo. Sotto la lente l'inflazione in Germania di marzo e, soprattutto, l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche. Poi altra raffica di dati dagli Stati Uniti, con le richieste settimanali di sussidi disoccupazione, le licenze edilizie di marzo e l'indice Philadelphia Fed (manifatturiero) di aprile. Nel frattempo l'euro è in flessione sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,0885 sul biglietto verde.

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