La spinta di Draghi, il debito deve crescere - Le reazioni

La spinta di Draghi, il debito deve crescere

Baglioni(UniCatt), idea pragmatica, senza etichette  - La soluzione prospettata da Mario Draghi contro l'emergenza coronavirus, di un intervento dello Stato a garanzia dell'indebitamento delle imprese con il sistema bancario, "non fa riferimento a specifiche dottrine economiche ed è molto pragmatica". Lo sostiene Angelo Stefano Baglioni, docente di Economia Monetaria all'Università Cattolica di Milano, che si definisce un "liberista responsabile" andando oltre le "etichette" tra le diverse scuole di pensiero. "Draghi ha colto sicuramente nel segno - commenta Baglioni - perché solleva il problema fondamentale dal punto di vista economico, a parte quello sanitario, che è la liquidità delle imprese con flussi di cassa azzerati per qualche mese". Il rischio, sottolinea il Docente, è quello di ritrovarsi con "insolvenze e costi di lungo periodo molto elevati" per le imprese. Da qui la soluzione "molto precisa" di Draghi che chiede al sistema bancario di "dare prestiti alle imprese senza guardare troppo il merito di credito". "Sarà poi lo Stato nella proposta di Draghi - aggiunge - a dare la garanzia e pagare i debiti delle imprese alle banche". In questo modo è il bilancio pubblico a "farsi carico dei debiti privati". "Una soluzione - spiega il professore della Cattolica - che non fa riferimento a specifiche dottrine economiche, è molto pragmatica e fa leva su un sistema bancario come quello europeo che ha ancora un rapporto stretto con le imprese". Una soluzione, a suo dire, "più difficile da attuare negli Usa o nel Regno Unito, dove le imprese si rivolgono più alla finanza di mercato emettendo titoli di debito".

Bordignon, giusta analisi, non vedo altre strade - "Penso che Draghi ha ragione e non vedo un'altra strada percorribile. Sono d'accordo con l'analisi che fa Draghi sul fatto che è necessario proteggere l'economia". Così Massimo Bordignon docente di scienza delle finanze all'Università Cattolica e unico esponente italiano dell'Advisory European Fiscal Board, l'organismo che supporta la Commissione europea nell'applicazione delle regole fiscali. Il tema non è solo quello dare il "sussidio di disoccupazione - aggiunge - ma è importante fare in modo che le persone non perdano il lavoro e che le imprese continuino a funzionare. E per le imprese bisogna fornite quelle garanzie da parte del settore pubblico che gli permettano di restare a galla anche in assenza di fatturato. Tutto questo inevitabilmente si rifletterà sui livelli del debito. Per paesi come l'Italia, che ha già accumulato un debito elevato, bisogna studiare il modo su come aumentarlo senza che il Paese vada in bancarotta". Ma bisogna avere meno "paura di questo aumentare del debito perchè i tassi d'interesse resteranno bassi per molto tempo e quindi sarà più facilmente sostenibile. Qualunque debito è sostenibile sei tassi d'interesse sono zero".

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