Abi, a Milano l'assemblea dei 100 anni

L'Abi celebra domani mattina a Milano, nella sede della Borsa di Piazza Affari, i 100 anni di vita dell'associazione

 L'Abi celebra domani mattina a Milano, nella sede della Borsa di Piazza Affari, i 100 anni di vita dell'associazione. L'appuntamento cade quando il governo, in particolare Tria - con il quale l'Abi ha sempre mantenuto buoni rapporti - hanno appena disinnescato la procedura di infrazione della Ue grazie a misure straordinarie di correzione dei conti per quasi 8 miliardi di euro. Una mossa che ha raffreddato lo spread a 200 punti portando sollievo a bilanci e quotazioni degli istituti di credito, legati sia all'andamento dell'economia sia direttamente al debito italiano per via dell'alto numero di Btp in portafoglio. Un legame che si ridurrà a partire dal 2020, come ha affermato Patuelli in un forum all'ANSA a fine giugno, perché gli istituti inizieranno a restituire i prestiti Bce.

Ad ogni modo, le banche chiedono la riduzione del debito e segnali tranquillizzanti ai mercati su adesione all'euro e rigore poiché anche a 200 punti lo spread resta a un livello insostenibile. Il clima comunque è cambiato rispetto all'assemblea dello scorso anno quando Patuelli lanciò l'allarme al governo da poco insediato a scegliere la Ue di fronte a rischi di finire come in Sud America con tassi 'argentini' a due cifre già visti con la lira. Affermazioni che gli attirarono anche attacchi da alcuni settori della maggioranza, da sempre ostili al mondo finanziario.

E tuttavia restano dei nodi irrisolti oltre ai conti pubblici: la gestione della crisi Carige ad esempio. Il comparto ha fatto la sua attraverso lo schema volontario del Fitd impegnando oltre 300 milioni che portano l'esborso totale dal 2015 a oltre 13 miliardi di risorse private per i salvataggi. E l'esecutivo ora esita a impegnare risorse pubbliche come fece il governo Gentiloni con le venete, dove lo Stato si fece carico di diversi miliardi per consentire il salvataggio tramite Intesa Sanpaolo.

Per l'associazione le sfide non sono solo in casa. La vigilanza unica Bce e le norme europee e internazionali hanno spostato in parte l'asse delle decisioni da Roma a Francoforte e Bruxelles dove l'Abi ha, non a caso, una sede stabile assieme a quelle di Roma e Milano. E proprio il lavoro del Parlamento europeo nei mesi scorsi ha permesso alle banche italiane di trovare una soluzione di compromesso che rendesse meno impattante la proposta della Bce sul trattamento degli Npl. Si vedrà ora se l'Italia riuscirà ad avere il commissario alla Concorrenza (quello uscente, Margrethe Vestager, non ha fatto molti sconti al comparto italiano) o quanto meno un portafoglio economico. La sua mancanza, nella scorsa legislatura, si è sentita.
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video Economia


        Vai al sito: Who's Who