Economia

Rai: canone in bolletta, da consumatori a M5S è coro di no

Resta utenza unica, niente canone seconde e terze case

La norma - attesa nella legge di stabilità - è ancora in via di elaborazione, ma raccoglie già una valanga di no. Dalle associazioni dei consumatori ai Cinque Stelle alla Lega, piovono critiche sull'opzione bolletta per pagare il canone Rai evocata ieri da Matteo Renzi. Una misura destinata a combattere l'evasione - che nel 2015 dovrebbe sfiorare il 30%, toccando quota 600 milioni - e insieme ridurre l'ammontare di uno dei balzelli più odiati dagli italiani dagli attuali 113,50 euro a "100 euro", ha annunciato il premier.

    Dopo l'immediata alzata di scudi di Assoelettrica, oggi tornano a ribadire la loro "netta contrarietà" Adusbef e Federconsumatori, convinte che "esigere il canone da chiunque abbia un'utenza elettrica ossia famiglie, imprese, uffici pubblici, condomini, pensionati, studenti e disoccupati, costituisca una evidente lesione di norme costituzionali ancora vigenti" e pronte al ricorso alla "Corte Costituzionale". Anche per l'Unione nazionale consumatori l'ipotesi sarebbe "illegale" senza un'opportuna modifica di legge. "Un modo improprio e discutibile per riscuotere il canone che andrà a incidere ulteriormente sul costo delle bollette elettriche, su cui le accise gravano già per il 14%", avverte Antonio Filippi, responsabile delle politiche energetiche della Cgil.

    Insorgono anche Cinque Stelle e Lega Nord. Alberto Airola, portavoce M5S in Vigilanza Rai, non esita a parlare di "rapina" e di "misura illegittima: non si può inserire una tassa per un certo scopo in un'altra" e poi "è tecnicamente difficile da realizzare". "Solita follia all'italiana", incalza Matteo Salvini: "Questo Renzi punta solo ad incassare soldi. Ma se il servizio pubblico è quello che vediamo, salvo rare eccezioni, non vale un centesimo". Distinguo arrivano anche da centristi e Fratelli d'Italia. Per il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, è "troppo poco" ridurre il canone a 100 euro: "Come minimo bisogna scendere a 85 - spiega, parlando come esponente di Scelta Civica e non come membro della squadra di governo - altrimenti non si fa una operazione pagare tutti per pagare meno, ma si aumenta il carico" fiscale. La somma indicata dal premier potrebbe in realtà essere prudenziale. Fra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche una progressività del canone, legata all'Isee o al tipo di abitazione, eventualmente esentando le fasce più basse. La tassa non sarà più legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari device come smartphone, tablet e pc, con cui si può vedere la Rai. Toccherà eventualmente al singolo utente chiedere l'esenzione dichiarando il mancato possesso di tali mezzi.

Anche se il canone Rai verrà pagato in bolletta, l'utenza resterà unica e non dovrà essere quindi versata per seconde o terze case. E' quanto chiariscono fonti ministeriali, spiegando che non ci sarà un ampliamento del raggio dei soggetti interessati, che rimarranno esattamente quelli attuali. Sull'istruttoria, "ancora del tutto aperta e di non semplice applicazione", prosegue intanto il lavoro di Mise e Mef, con una serie di incontri che coinvolgono ora anche l'Autorità dell'Energia. 

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