Economia

Draghi, la lunga 'sfida' Roma-Berlino

La marcia verso il QE e l'opposizione dei falchi

Un piano per la crescita europea lungamente atteso e altrettanto lungamente contestato. Con il quantitative easing annunciato oggi si chiude (almeno per il momento) la lunga querelle sulla possibilità e sul campo d'azione della Bce in difesa dell'euro in contrapposizione alle azioni dei singoli stati e alla volontà dei falchi del Nord Europa di vedere attuate le riforme e la disciplina di bilancio prima di sostegni diretti.  Una sfida partita da lontano, dal famoso Whatever il takes, sarà fatto tutto quanto necessario, pronunciato da Draghi a difesa della moneta unica.

   - 26 LUGLIO 2012: Draghi a Londra rassicura i mercati, la Bce intraprenderà qualsiasi misura a difesa dell'euro. Ma l'allora ministro dell'Economia tedesco Philipp Roesler ribatte: "la Bce deve restare indipendente'', assicurare la stabilità dell'euro e non finanziare l'indebitamento degli Stati.


    - 26 AGOSTO 2012: Angela Merkel entra nel merito e frena gli entusiasmi nati dalle parole di Draghi affermando che ''la Bce è indipendente. Ha però un mandato molto chiaro e strettamente limitato per contribuire alla stabilita' della valuta: "Io ho fiducia ora come prima del fatto che le sue decisioni siano prese sulla base del suo mandato, e così ha detto anche Draghi".

    - SETTEMBRE 2012: Il presidente Bce annuncia nel dettaglio l'Omt (Outright Monetary Transactions) e poco meno di un mese dopo arriva puntuale l'annuncio del ricorso dell'economista Markus Kerber alla Corte Europea contro lo 'scudo anti-spread' che sta per essere varato dalla Bce.

    - NOVEMBRE 2013: all'indomani del taglio dei tassi di interesse allo 0,25% la stampa tedesca si scatena: il Sueddeutsche Zeitung titola "Risparmiatori espropriati e azionisti ricchi", mentre la Faz spiega che "la politica di Draghi contribuisce ad un conveniente finanziamento di Stato ai Paesi in crisi".

     - 22 AGOSTO 2014: Mario Draghi, da Jackson Hole, rassicura ancora i mercati dopo che alla crisi dei debiti sovrani si è aggiunto il rischio recessione: Francoforte, dice dal forum dei banchieri centrali, è pronta ad aggiustare la propria politica monetaria e ad agire a sostegno dell'economia anche al di là delle misure già annunciate in giugno, ovvero l'acquisto di Abs e maxi-prestiti a lunghissimo termine e il Tltro dopo l'Ltro per garantire liquidità alle banche e di conseguenza alle imprese.

    - 31 AGOSTO 2014: la reazione tedesca non tarda ad arrivare.
    Colloquio telefonico Merkel-Draghi. La Cancelliera avrebbe chiesto lumi su un eventuale cambio di strategia della Bce temendo un alleggerimento delle riforme nei paesi deboli.

Da questo momento in poi, in vista dell'imminente intervento della Bce si intensificano anche i botta e risposta tra Roma e Berlino: - 2 OTTOBRE. Draghi annuncia che la Bce ha dispiegato attraverso gli acquisti di ABS e covered bond, "misure potenziali fino a 1.000 miliardi di euro". E spiega che il metro per valutare se varare nuove misure saranno le aspettative d'inflazione "nei prossimi mesi, non anni".

   - 13 OTTOBRE 2014. ''Francia e Italia, in ritardo sulle riforme, diventano sempre di più i 'bambini problematici' dell'eurozona'' dice il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, che parla di 'Sorgenkinder', espressione più volte utilizzata a proposito di questi due paesi nel dibattito tedesco.

    - 24 OTTOBRE: Draghi va avanti ma cerca di rassicurare i tedeschi affermando che "per il ritorno della fiducia serve una strategia coerente per una ripresa sostenibile e ulteriori passi verso una condivisione di sovranità nella governance economica" - 29 OTTOBRE: "L'Italia sta facendo cambiamenti importanti, ora bisogna vedere se saranno attuati", puntualizza il commissario e neovicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, finlandese, spesso identificato con i 'falchi' europei. - 24 NOVEMBRE. Weidmann non demorde e spiega che i governi europei dovrebbero concentrarsi sulla crescita piuttosto che sul quantitative easing. Ed esistono grossi ostacoli legali, a suo avviso, alla possibilità che la Bce acquisti titoli di Stato. Pochi giorni prima il presidente Bce aveva eccitato i mercati aprendo di fatto al 'QE'.

    - 27 NOVEMBRE. Draghi precisa la propria posizione in avvio delle misure imminenti. Una posizione di bilancio solida è necessaria in un'unione monetaria come l'Eurozona, ma spiega: "che sia sufficiente" è messo in questione dall'esperienza della crisi. Il concetto alla base dell'euro del "mantenere i conti in ordine" offre una "protezione che non è assoluta", asserisce. - 16 DICEMBRE. Weidmann insiste per allontanare l'ipotesi di QE a gennaio data ormai data per certa. L'inflazione dell'Eurozona nei prossimi mesi, dice, "potrebbe persino scendere sotto zero" ma ciò, sottolinea, non significherebbe automaticamente deflazione. Il presidente della Bundesbank invitando comunque a non aspettarsi troppo dal 'quantitative easing', contro il quale, avverte, esistono molti argomenti. 

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