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Focus: il perche' della mossa a sorpresa della Banca nazionale svizzera

Si teme per export, turismo e occupazione. Rabbia imprese

GINEVRA - "Una catastrofe", "uno tsunami", "una minaccia per i salari" o più moderatamente "una sfida": la decisione odierna della Banca nazionale svizzera (Snb) di abolire la soglia minima euro/franco ha suscitato una valanga di reazioni allarmate negli ambienti economici elvetici, colti di sorpresa.
    "Dal punto di vista dell'economia questo passo è incomprensibile allo stadio attuale", ha reagito Economiesuisse, la Federazione delle imprese svizzere, sottolineando il pericolo che la valuta svizzera resti talmente forte da complicare la vita per l'industria esportatrice e per il turismo. Inoltre l'acquisto fuori confine è più attraente che mai, ha aggiunto.
    Severissimo, il Ceo di Swatch Group Nick Hayek: l'abbandono del tasso di 1,20 franchi per euro "è uno tsunami", ha denunciato.
    Molto preoccupata anche Swissmechanic, che rappresenta gli interessi delle piccole e medie imprese attive nel settore della meccanica, elettrotecnica e metallurgica: "è una catastrofe", ha deplorato il direttore Oliver Müller. Se il corso del franco non si stabilizzerà vi saranno "conseguenze fatali" per le imprese, ha aggiunto. Al coro di critiche si è unita la federazione sindacale Travail.Suisse, per la quale un rafforzamento senza controllo del franco rischia di tradursi in una massiccia riduzione di impieghi, mentre l'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam), che rappresenta gli interessi delle piccole e medie imprese, mostra una certa comprensione per la decisione della Snb, anche se parla di sfida.
    Le previsioni dell'Ubs sono in ogni caso fosche: l'abbandono della soglia minima comporterà un calo dell'export elvetico di 5 miliardi di franchi e l'effetto diretto sarà di -0,7% sul Pil, ha detto la banca. E in una reazione giunta a fine giornata anche il governo svizzero ha sottolineato come la decisione odierna della Snb pone l'economia nazionale, e in particolare l'industria d'esportazione e del turismo di fronte a grosse sfide. "E' importante continuare con la politica del Consiglio federale per un rafforzamento delle condizioni quadro per l'economia svizzera e la sicurezza dei posti di lavoro in Svizzera (via bilaterale con l'UE, mercato del lavoro flessibile, fiscalità attraente)". Intanto, alcune stazioni di servizio in Svizzera hanno oggi affisso cartelli per annunciare di non accettare più euro, mentre è stata segnalata una corsa ad accaparrarsi la valuta europea agli sportelli di banche e nei bancomat: stando a un portavoce di Raiffeisen "molti ritengono di poter avere oggi euro più a buon mercato di domani".(ANSA).
   

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