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Enrico Galiano, tutti ripetenti alla 'Scuola di felicità'

Dalla saggezza dei ragazzi, lezioni per tornare a vivere davvero

 ENRICO GALIANO, SCUOLA DI FELICITÀ PER ETERNI RIPETENTI (Garzanti, pp.176, Euro 15). Gli occhi che brillano quando incontrano 'quel' sorriso, la pancia che fa male dalle risate irrefrenabili, la disperazione per un amore finito male, la rabbia che esplode di fronte a un'ingiustizia o a un mancato ascolto: è un invito a tornare a vivere pienamente, senza risparmiarsi, soffrendo e gioendo al massimo, e con una scintilla nello sguardo come quando si è ragazzi il nuovo libro di Enrico Galiano, dal titolo "Scuola di felicità per eterni ripetenti ", edito da Rizzoli. Nel saggio l'autore affronta il tema della paura di vivere e delle difese che diventando adulti abbiamo costruito per proteggerci, dimenticando però di provare a essere felici davvero. Galiano, insegnante e scrittore, sceglie di partire dall'incredibile opportunità di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, grazie ai suoi studenti e alla loro capacità di smontare assunti precostituiti e certezze consolidate solo semplicemente con uno sguardo, una domanda, una parola diversa. Pensato come una serie di lezioni dedicate ad argomenti speciali, dal coraggio agli 'inizi', dal rispetto al voler bene, dalla colpa al 'momento giusto' fino ai sogni e all'amore, il libro ha l'inedito potere di riportarci indietro e al tempo stesso di spingerci in avanti, verso un nuovo inizio, più autentico e libero da tutti quei condizionamenti e soprattutto quel bagaglio di certezze, costruito con l'esperienza, che riducono il nostro orizzonte. E allora, tra una lezione e l'altra, tra una citazione (colta o più squisitamente pop) e un aneddoto godibile, ci si accorge che Galiano davvero non ci ha rivelato nulla di nuovo, ma questo non ci ha deluso e non è certo un demerito, semplicemente perché ciò che ha scritto noi lo abbiamo sempre saputo scegliendo poi di dimenticarlo. Lo sapevamo da bambini, e poi da adolescenti e ancora da giovani adulti, insomma fino a quando non abbiamo frapposto tra noi e il mondo una serie di lenti che, filtrando un po' i sogni e le emozioni, ci hanno messi al riparo. Come le barche che stanno in porto ma che in realtà sono nate per navigare. Questo libro con semplicità ci 'riapre' gli occhi e il cuore, e ci riporta a ciò che un tempo eravamo, persone impazienti di vivere davvero, molto poco anestetizzate e pronte a lasciarsi travolgere nel bene e nel male. Se davvero possiamo immaginare - grazie ai racconti dell'autore e ai suoi speciali insegnanti, i ragazzi e le ragazze che incontra quotidianamente in classe - una 'scuola di felicità' allora ci verrà spontaneo anche identificarci con le parole che, come un mantra, chiudono ogni capitolo: "Chissà, forse un giorno imparerò davvero questa lezione. Per ora, sono un eterno ripetente". (ANSA).
   

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