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'Estate' conclude il quartetto di Ali Smith

Ultimo romanzo della tetralogia dedicata alle stagioni

ROMA, 05 AGO - ALI SMITH, ESTATE (BIGSUR, PP352, EURO 17,50)

Partita nel 2016 con 'Autunno', primo romanzo post Brexit in cui ha raccontato che ad un certo punto le cose crollano, si conclude con 'Estate', dove entra il Covid, la tetralogia di Ali Smith dedicata alle stagioni.
    Tra le voci più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea, quattro volte finalista al Booker Prize, la Smith si muove nel nostro tempo con una capacità narrativa unica e sorprendente che guarda al passato per capire il presente tra flashback e suggestioni e dove l'opera di Shakespeare è sempre presente. Questa volta, nel romanzo 'Estate' che chiude questa sinfonia, pubblicato in Italia da Sur nella traduzione di Federica Aceto, le crisi del nostro tempo vengono raccontate attraverso il destino della famiglia Greenlaw, ma mantenendo sempre una chiave universale che si trova nel linguaggio. Come dice la stessa Smith: "Il linguaggio è il modo più complesso di leggere il mondo perché contiene dentro di se le cose non dette e la possibilità della verità e della menzogna". E come negli altri volumi del quartetto la scrittrice scozzese rende omaggio a una donna artista, Lorenza Mazzetti, regista, scrittrice e pittrice testimone dell'Olocausto, morta a gennaio 2020 a 92 anni, dopo quelli dedicati a Pauline Boty in 'Autunno' , Tacita Dean in 'Inverno' e Barbara Hepworth in 'Primavera'.
    La vicenda di Lorenza Mazzetti si intreccia con quella di Albert Einstein, figura molto presente in questo romanzo. Lei e la sorella gemella Paola erano state accolte, dopo la morte della madre, dalla sorella del padre, Nina, moglie di Robert Einstein, cugino di Albert. "Come facciamo a capire cos'è il tempo, cosa faremo noi del tempo, e cosa farà il tempo a noi?" si chiede la Smith nel romanzo per poi spiegarci: "Molto di ciò che vi ho detto qui si può trovare nei romanzi di Lorenza Mazzetti e nel suo memoir, Diario londinese".
    Vita e letteratura sono in dialogo e si intrecciano a volte in modo surreale in tutti i libri della scrittrice che riesce a far vivere l'arte in modo inaspettato. Nella famiglia Greenlaw troviamo Grace, separata dal marito, sua figlia Sacha, una sedicenne coscienziosa e impegnata, il figlio Robert, tredicenne geniale ma imbevuto di retorica nazionalista e sessista. In alcuni casi i loro destini si incrociano con quelli di altri personaggi della tetralogia come Art e Charlotte, la strana coppia protagonista di 'Inverno', ed Elizabeth e Daniel, i due amici con settant'anni di differenza di 'Autunno'. Attorno a loro, in un viaggio in tre intermezzi, la scrittrice ci porta nei campi di prigionia britannici per i tedeschi, fa rivivere il cinema rivoluzionario della Mazzetti, il Racconto d'inverno di William Shakespeare e la vita di Einstein.
    Un ciclo di forza vitale continuo che in 'Primavera' ci aveva portato al confronto con un personaggio simile a Greta Thunberg, e che qui da spazio al caos della pandemia e accenna anche alle proteste dei Black Lives Matter, in cui la Smith, 59 anni, ci mostra come dietro al suo quartetto ci sia l'idea di "un'intelligenza interna della natura e del pianeta".
    Lo scambio di lettere, dal tono anche poetico, fra Sacha Greenlaw e Hero, microbiologo finito nei campi di detenzione per immigrati, scandisce le tre parti di 'Estate' in un intreccio epistolare tra lockdown e ingiustizie, da maggio a luglio 2020. "Volevo mandarti un orizzonte aperto e questa è una delle cose che personalmente mi ha aiutata a non impazzire in questo periodo di lockdown generale" scrive Sacha. 'Estate' alla fine è un incrocio tra presente, passato e futuro in un'epoca storica in cui tutto è accelerato. (ANSA).
   

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