Giuliano Sangiorgi e Il tempo di un lento

ll romanzo di formazione del leader dei Negramaro

 GIULIANO SANGIORGI, ''IL TEMPO DI UN LENTO'' (Einaudi Stile Libero, pag. 181, euro 17,00). A volte nella vita sembra che sia tutto routine, soprattutto se si abita in un piccolo paese del Sud, soprattutto se si è adolescenti. Gli stessi gesti, le stesse persone, i genitori con le loro generosità e le loro richieste, la scuola, la piazza, i giochi e le crudeltà dei compagni. Tanto basta per chiudersi al mondo e sognare da soli universi di fuga da esplorare. Meglio se poi si trova il primo amore, quello travolgente come nessun altro potrà mai più essere, basta che ti sfiori una volta le labbra nel buio. Ma a volte ci sono eventi totalmente inaspettati che entrano nelle vite e le spezzano per sempre. Soprattutto nelle vite degli adolescenti.
    Il romanzo di Giuliano Sangiorgi, ''Il tempo di un lento'' è ambientato negli anni Ottanta, quelli del walkman e delle audiocassette, del Festivalbar e delle lettere d'amore. Eppure sembra oggi. La storia di Luca e Maria Giulia, di appena tredici anni che si incontrano a scuola, ha l'intensità del naufragio che la pandemia ha portato nelle storie dei ragazzi che nel 2020 avevano la loro età o poco di più. Adolescenti sul limite del baratro della crescita, in quel momento in cui ci sono le prime vere prove da affrontare per entrare di diritto nell'età adulta, i riti di iniziazione delle società ancestrali, che invece si sono ritrovati davanti ad un evento inatteso, gigantesco, inaffrontabile, come un'epidemia di dimensioni mondiali. Siamo nel 1984 e il Covid 19 non c'è, ma l'evento che sconvolge le loro vite per sempre non sarà meno determinante.
    La storia di Luca e Maria Giulia del resto inizia come quel lento del titolo, col gioco della bottiglia, le penitenze, gli scambi di sguardi tra due ragazzi fuori dagli schemi di una provincia che non ammette nemmeno l'amore. Loro sono pronti a gesti straordinari, a scoprire quella poesia che si portano dentro e che ha la forza dirompente di un talento, di quelli veri, come solo un musicista come Giuliano Sangiorgi, leader di una band che ha tanto da dire come i Negramaro, può raccontare con tale intensità. Si perchè la storia - che non voglio rivelare nei dettagli perchè l'effetto sorpresa ne è una delle caratteristiche peculiari e dirompenti - non sarà per niente biografica come ci avverte l'autore nelle note finali, ma ha senza dubbio l'intensità e il sapore di chi ha trovato dentro di sé la via di fuga e di espressione per urlare al mondo le parole che gli suggerisce il cuore. La crescita a volte può arrivare inaspettata e farti percorrere strade che ti portano dritto dritto sulla vetta dei sogni. L'incanto di questo libro è la capacità di restituire la freschezza della speranza che sboccia anche tra le pieghe di eventi drammatici, incontrollati, irreversibili, come può essere una pandemia. (ANSA).
   

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