Basketball journey tra miti e storie

Mamoli e Pettene in un viaggio on the road nella pallacanestro

ANSA) - ROMA, 24 MAR - ALESSANDRO MAMOLI / MICHELE PETTENE, BASKETBALL JOURNEY. VIAGGIO ON THE ROAD TRA LUOGHI E LEGGENDE DEL BASKET USA (Rizzoli, pp.352, 22 Euro)

Lascia uno spesso strato di malinconia vedere tra le pagine di "Basketball journey. Viaggio on the road tra luoghi e leggende del basket USA", libro scritto a quattro mani da Alessandro Mamoli e Michele Pettene (Rizzoli), il mosaico con raffigurato Kobe Bryant unito all'immancabile palla arancione che ogni mattina accoglie gli studenti della Lower Merion High School di Philadelphia, la scuola dove il grande campione recentemente scomparso ha iniziato la sua folgorante carriera. Ma sebbene la tragedia di Bryant ancora sia una ferita aperta, tutti gli appassionati di basket potranno continuare a vedere in lui e nel suo excursus eccezionale un esempio di grandi valori sportivi, un modello da seguire mentre si inseguono i propri sogni. E in fondo questo libro è proprio questo, un elogio della tenacia e della passione: lo spiegano bene nelle prime pagine i due autori, Mamoli, ex cestista oggi giornalista, classe 1973, e Pettene, giovane giornalista, nato nel 1986, entrambi innamorati di uno sport che è sudore e traiettoria, ma anche tanto cuore e una buona dose di intuito.

Lo stesso intuito che portò nel lontano 21 dicembre 1891 il professor James Naismith, insegnante di educazione fisica giunto allo Springfield College nel Massachusetts dal Canada, ad accettare una sfida all'apparenza impossibile: inventare su due piedi un nuovo gioco (nel libro ci sono anche le 13 regole originali) capace con una palla e un cesto (ball e basket appunto) di appassionare e "calmare" i ragazzi del college ed intrattenerli in palestra durante il gelido inverno del New England. A lui è dedicato questo libro on the road, scritto consumando migliaia di chilometri negli States: una sorta di tributo doveroso a chi, con la sua fantasia e un pizzico di genialità, ha fatto un dono al mondo, la pallacanestro. Poco importa se ora, nella pandemia del coronavirus, ci sembra impensabile fare un viaggio così lungo: torneremo a farlo, e con maggiore entusiasmo. Intanto, questo reportage tra sport e indagine sociologica rende già l'idea di quanto interessante e ricco di spunti possa essere un lungo itinerario tra i vari Stati americani, vissuto chilometro dopo chilometro.

A bordo di una Honda Civic nera noleggiata al Logan Airport di Boston, i due autori hanno viaggiato mettendosi come segugi sulle tracce dei miti - luoghi e uomini - del basket, uno sport che è molto più di un gioco, e che per molti ha rappresentato combattere il razzismo, uscire dal degrado sociale, diventare un esempio positivo per tanti giovani. E allora eccoli, armati di tanta voglia di conoscenza, tracciare i punti salienti di una grande storia sportiva collettiva, fatta di luoghi leggendari e protagonisti straordinari: otto le tappe, dal Massachusetts alla Pennsylvania, da Washington D.C. al North Carolina, dal Kentucky all'Indiana, e poi ancora più avanti, fino al Kansas e infine al Canada, per raccontare di imprese memorabili di tanti campioni.

Un libro giovane e appassionato - pieno di curiosità, aneddoti, fotografie e con l'indicazione anche della colonna sonora ascoltata in macchina alla radio - , che non deluderà gli appassionati di basket e di viaggi, e che è lo specchio di una avventura che in tanti vorranno vivere per provare sulla propria pelle i brividi di uno degli sport più amati al mondo, scoprendone i segreti. 

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