Cultura

Una passeggiata 'normale' a Montecitorio

Ciapparoni racconta il 'Palazzo' da 'Very normal person'

 (ANSA) - ROMA, 2 LUG - ALBERTO CIAPPARONI, A SPASSO PER MONTECITORIO (MURSIA, PP 168, EURO 15) - Una passeggiata da "very normal person" nei corridoi, nei vicoli e nelle sale del Palazzo del potere, abitato da politici, funzionari e personaggi, a volte persino improbabili, che negli anni si sono posizionati nelle stanze del potere a caccia di poltrone e poltroncine. In "A spasso per Montecitorio" ci sono le abitudini e gli aneddoti dei protagonisti che nel palazzo dove ha sede la Camera dei deputati hanno fatto la storia d'Italia negli ultimi anni: dove mangiano, cosa e con chi; dove e a che ora vanno a prendere il caffè; dove si ritrovano per fumare (e che cosa fumano).

Ma nel libro di Alberto Ciapparoni, che da 15 anni segue la politica ed il Parlamento italiano per una grande radio commerciale, ci sono i soprannomi che i protagonisti della politica si danno tra loro, storie di vita e flirt che si incrociano e rituali simpatici, interessanti e quantomeno curiosi che nascono e si protraggono ancora oggi.

    Oltre a curiosità sulle, a volte strane, abitudini dei politici italiani, il libro offre molte informazioni pratiche, semplici talvolta abbastanza complicate da avere: per esempio si chiarisce cosa deve fare un cittadino normale per assistere, se lo vuole, a una seduta della Camera. Ed il volume termina con un simpatico glossario che spiega, sempre con il sorriso sulle labbra, il linguaggio politico-giornalistico usato in televisione o in radio per descrivere i fatti attinenti alla Camera. Una passeggiata all'interno del Palazzo romano per antonomasia, insomma. In quel palazzo dove si decidono pure le sorti del nostro Paese. Una passeggiata che attraversa senza banalità e con un linguaggio chiaro ed immediato ciò che, solitamente, non viene raccontato nei reportage politici, e racconta i cambiamenti, i riti e le consuetudini della vita di Palazzo. E così si va dalla storica fontanella da cui bevevano anche Benedetto Croce e Filippo Turati accanto alla quale per tanti anni c'era sempre una bottiglia di anice, sacrificata sull'altare della spending review, alle gaffe dei deputati, all'onorevole scroccone, ai ristoranti "presidenziali", ai titoli di studio vantati e mai posseduti Montecitorio. Tutti racconti di una vera e propria città nel cuore del centro storico di Roma, con le sue strade, i vicoli nascosti, le sue regole e le sue leggi. 

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